Eusebio il censore e un derby…mai visto

Eusebio il censore e un derby…mai visto

Di Francesco si trova in una situazione forse mai vissuta da un tecnico della Roma: deve riportare l’attenzione e la carica dei suoi sul derby contro la Lazio.

di Redazione Il Posticipo

Neanche il tempo di fare un vero e proprio miracolo, che Eusebio Di Francesco è chiamato immediatamente a ripetersi. Non che sulla carta la partita con la Lazio sia proibitiva quanto un ritorno con un 4-1 sul groppone, ma indubbiamente il tecnico giallorosso ha un compito abbastanza complicato. Quello di tenere viva l’attenzione su un derby molto particolare. Forse il primo, nella storia della stracittadina della Capitale, in cui la partita che solitamente è quella più importante dell’anno per i tifosi e per tutto l’ambiente, viene…oscurata. Si può pensare al derby sapendo che tra neanche due settimane c’è una semifinale di Champions? Certo. Si deve.

LA CHAMPIONS E…LA CHAMPIONS – Perchè se è vero che nell’immaginario collettivo del tifoso la partita con la Lazio è quasi diventata una tappa intermedia di scarsa importanza, la realtà dice altro. La vittoria contro il Barcellona ha regalato prestigio, gioia e una semifinale importantissima, ma Di Francesco guarda il quadro complessivo. E sa che la Champions League può anche togliergli…la Champions League, mentre il derby può regalargliela. Del resto il discorso ha senso, molto senso, soprattutto dal punto di vista societario. Affrontare il Liverpool a inizio maggio e ritrovarsi in Europa League qualche settimana dopo non è esattamente una situazione auspicabile. La Roma sta facendo la bocca alle serate di gala. E appunto per questo, deve mettersi nella posizione di viverne altre.

EUSEBIO IL CENSORE – E quindi Eusebio Di Francesco prende il ruolo del censore. E la dichiarazione per cui il derby vale doppio non è solo una concessione alla retorica della stracittadina (in cui lui nella stagione 1998-99 ha colpito i cugini), ma la sottilineatura di una situazione ingarbugliata e che la Roma deve risolvere al più presto. Prima riuscirà a fare uno scatto verso la qualificazione alla prossima Champions League, meno il doppio confronto contro il Liverpool verrà vissuto con ulteriore ansia sportiva rispetto a quella che c’è già. Il derby è il primo passo di questo cammino, in cui la Roma ha bisogno di un risultato positivo. Anche per mettere definitivamente la testa davanti alla Lazio, assicurandosi gli scontri diretti in caso di arrivo a pari punti.

DERBY POCO SENTITO? – Certo, è davvero strano che ci sia la necessità da parte del tecnico giallorosso di riportare l’attenzione sul derby. Solitamente non si sarebbe parlato d’altro. Persino nel 1984, l’anno in cui i giallorossi hanno sfiorato il sogno, la partita non è mai passata in secondo piano. Ora, complice un calendario birichino, c’è invece addirittura necessità di caricarlo. Un qualcosa che di certo dividerà gli appassionati. C’è chi vedrà in questa situazione la tanto auspicata uscita da parte della Roma da dinamiche campanilistiche che potrebbero tarparle le ali in un processo di crescita. E chi invece individuerà in un derby meno sentito l’ennesimo segnale che il calcio di una volta sta segnando il passo. Ma non per Di Francesco. Questo derby vale doppio davvero. Il Liverpool può attendere. Anzi, deve. E il tecnico prepara una nuova magia. Ridare valore a una partita che molti stanno colpevolmente sottovalutando.

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