Con De Rossi, la Roma vuole ricostruire il muro

Con De Rossi, la Roma vuole ricostruire il muro

Numeri alla mano, il ritorno in campo di Daniele De Rossi può regalare di nuovo alla Roma quella solidità difensiva che la squadra sembrava aver perso nell’ultimo periodo.

di Francesco Cavallini

Le opinioni sono opinioni, ma i numeri non mentono. Restano scolpiti nelle classifiche, nelle statistiche, ad imperitura memoria. Complicato contraddirli, anche con la possibilità di polemizzare su come siano stati raggiunti. Carta canta, così come canta la carta d’identità, che nel caso di Daniele De Rossi dice più 35 che 34. Canta il cartellino, che racconta di diciassette stagioni con la stessa maglia, quella della Roma. Cantano le presenze e le reti, 580 e 59, più 52 assist. E cantano, in particolare, per questa stagione, anche le cifre della squadra giallorossa. Reti subite: 27. Partite senza subire gol: 14. Ma cosa succede quando si ricalcola il tutto prendendo in considerazione la variabile De Rossi?

De Rossi, il muro della Roma

Beh, intanto le 27 reti subite scendono a 12. Un dato importante, dato che nelle 32 partite giocate dalla Roma, De Rossi è sceso in campo 19 volte. E quindi la proporzione, evidentemente, non regge. Ma quando si parla di cleen sheet, i match in cui Alisson ha mantenuto inviolata la porta giallorossa, i numeri sono ancora più utili a sottolineare quanto il centrocampista sia fondamentale per la squadra di Di Francesco. Sono 10 le partite senza subire gol nelle 19 occasioni in cui De Rossi è sceso in campo, solo 4 nelle 13 occasioni in cui il capitano non ha preso parte al match, per squalifica, per infortunio o semplicemente per scelta tecnica. E quindi, sostenere che DDR, con questa sigla che rimanda un po’ alla Germania Est, sia…il Muro della Roma non è così esagerato.

Con l’azzurro si perde meno

Con buona pace di chi stenta a riconoscerne l’importanza nello scacchiere tattico dei giallorossi, la cui flessione tra dicembre e gennaio è coincisa per la maggior parte con l’assenza del centrocampista per un fastidio al polpaccio. Coincidenze? Difficile da credere. Calendario alla mano, con De Rossi in campo la Roma ha perso di misura con le due battistrada (Napoli e Juventus) e con l’Inter nella sfortunata sfida dell’Olimpico di inizio stagione. Senza il numero 16 sono arrivati quattro stop: la sconfitta contro l’Atletico Madrid in Champions League, le due debacle casalinghe con Atalanta e Sampdoria e l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Torino. Se due indizi non fanno una prova, poco ci manca.

Nel 4-2-3-1 è una garanzia

Ma il rientro a pieno regime di De Rossi non è una buona notizia solo per i numeri che accompagnano la sua stagione. Ce ne sono altri che fanno ben sperare Di Francesco e la Roma tutta. Dal 4-3-3, modulo che non ha mai esaltato a pieno le caratteristiche di De Rossi, ma che il giallorosso ha interpretato in ogni stagione a partire dall’arrivo di Rudi Garcia (con una pausa nella seconda era Spalletti),  il tecnico abruzzese è passato al 4-2-3-1, una disposizione tattica che si adatta molto meglio al modo di giocare del capitano della Roma. Anzi, lo schema di spallettiana memoria è esattamente quello che ha permesso al trentaquattrenne di Ostia di affermarsi come uno dei migliori centrocampisti a livello europeo e forse addirittura mondiale.

Ritorno al futuro

Il mediano si è sempre trovato molto più a suo agio ad agire con un compagno di reparto vicino (in particolare con Pizarro) che come vertice basso e due mezzali più spostate verso l’esterno. Ora la coppia di lotta e di governo sarà composta assieme a Strootman o, in alternativa, a Pellegrini, mentre Nainggolan è stato ormai definitivamente liberato dai dettami tattici e…sguinzagliato dietro Dzeko nel ruolo di guastatore che nella Roma degli anni zero era caratteristico di Perrotta. E chissà se il primo vero tangibile risultato del ritorno del muro giallorosso non si veda…oltrecortina, contro lo Shakhtar. Anche lì ci sarebbero dei ricordi di tempi andati. Ma non molto positivi. E stavolta, si spera, sarà tutta un’altra storia.

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