Roma, cercasi esterno destro (alto) disperatamente

Roma, cercasi esterno destro (alto) disperatamente

Se per il resto la Roma ha una fisionomia definita, la casella di esterno alto a destra ha finora visto alternarsi un cast pressochè infinito di attori e nessuno, per un motivo o per l’altro, ha convinto al 100%

di Redazione Il Posticipo

Sarà anche vero che viviamo un calcio diverso da quello dei tempi passati, in cui le formazioni iniziali delle squadre erano relativamente fisse e potevano essere mandate a memoria come le filastrocche, ma anche oggi, tra turnover e rose allargate, forse qualche certezza in più farebbe comodo a molti. In particolare alla Roma, che sta vivendo un momento di involuzione e che a Verona cerca tre punti fondamentali, sia per ripartire nella corsa al quarto posto che per dare un po’ di morale ad una squadra apparsa stanca fisicamente e un po’ bloccata dal punto di vista emotivo. E quindi, come accade ormai da inizio stagione, la domanda che riguarda l’undici giallorosso è la solita: chi gioca a destra?

Il lungo cast per una casella senza padrone

I dubbi non riguardano tanto il terzino, anche se tra ritorno di Florenzi, infortunio di Karsdorp e un Bruno Peres non al top qualche problemino c’è stato anche lì. Ma nulla fotografa le difficoltà della squadra di Di Francesco come la casella di esterno destro nel tridente. Se per il resto la squadra ha una fisionomia definita, al netto del turnover e degli stop più o meno lunghi dei protagonisti, quel ruolo ha finora visto alternarsi un cast pressochè infinito di attori e nessuno, per un motivo o per l’altro, ha convinto al 100%. Defrel, Under, Schick, El Shaarawy, Perotti, persino Gerson. Tutti si sono, prima o poi, fatti un giro sulla fascia destra. Ma un titolare vero e proprio, al momento, pare non esserci.

L’esterno destro titolare sarebbe Schick, ma…

In teoria sarebbe Schick, che è arrivato a Roma dopo la lunga telenovela Mahrez, dando forse l’impressione di un cambio…diretto, in cui il ceco si sarebbe sistemato sulla destra come avrebbe fatto, se fosse arrivato, l’algerino. E Di Francesco ha più volte inserito il numero 14 ì nel ruolo di esterno destro, ricevendo anche qualche risposta confortante. Ma, tra un infortunio e l’altro, il grande acquisto estivo dei giallorossi ha giocato solamente tre partite in quel ruolo. E le altre? Una lunga alternanza, che ora come ora sembra premiare El Shaarawy. Il Faraone, che non si è mai trovato troppo a suo agio sulla fascia destra, sta imparando a coprire quella porzione di campo, anche perchè così facendo evita il dualismo a sinistra con Perotti.

Under, Defrel e gli altri

Nelle ultime due partite si è visto Under, che ha mostrato sprazzi di talento ma che è probabilmente ancora tatticamente acerbo per la Serie A. Il turco è comunque un’arma a disposizione di Di Francesco e le prestazioni, nonostante il risultato, contro la Sampdoria hanno rinfrancato l’ambiente che temeva il ripetersi di un nuovo caso Iturbe. E restano anche Defrel, arrivato da vice Dzeko, ma che più di tutti ha calcato la fascia destra offensiva della Roma e Gerson che, seppur da adattato, ha partecipato ad alcune delle migliori partite dei giallorossi prima del calo arrivato tra dicembre e gennaio. A proposito di gennaio, anche in caso di cessione di Dzeko, Monchi avrebbe portato a Roma un sostituto del bosniaco, piuttosto che un esterno destro come spesso suggerito. Il che implica una fiducia in chi nella rosa ricopre quel ruolo, al netto delle problematiche riscontrate nella prima metà di stagione. Ora sta a chi scende in campo dimostrare che questa fiducia è ben riposta, già a partire da Verona.

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