Di Francesco non rischia, ma ha addosso gli occhi di…Emery

Di Francesco non rischia, ma ha addosso gli occhi di…Emery

La Roma non pensa a Emery, ma Emery potrebbe pensare alla Roma. Il futuro di Di Francesco dipende dal finale di stagione ed il tecnico spagnolo, quasi certo dell’addio al PSG, osserva la situazione con interesse.

di Francesco Cavallini

Il presidente James Pallotta è furioso, ma al momento Eusebio Di Francesco non rischia la panchina. Almeno non ancora. Questo è ciò che filtra dalle indiscrezioni che arrivano da Boston e che hanno preceduto il summit tra il direttore sportivo Monchi ed il proprietario della Roma. Summit in cui verranno delineate le strategie economiche e sportive per la prossima stagione. La sconfitta all’Olimpico contro il Milan ha lasciato il segno, ma non abbastanza da scalfire la posizione del tecnico abruzzese, che incassa ancora la fiducia della società, sebbene risulti comunque abbastanza ovvio che il futuro a Roma (per ciò che riguarda la prossima stagione) dell’ex allenatore del Sassuolo dipenderà dai risultati raccolti dalla squadra tra campionato e Champions League.

La panchina di Di Francesco è salda…

Napoli sarà un esame, ma fino ad un certo punto, perché in casa della capolista, che in questo momento vola, si presenta una Roma abbastanza giù di morale e che al San Paolo cercherà principalmente di invertire la tendenza negativa di gioco vista nelle due ultime partite. Ma, viste le premesse, non fare risultato sotto il Vesuvio ci può stare. Ciò che potrà influire di più sulle scelte sarà invece il ritorno degli ottavi di Champions contro lo Shakhtar, con l’obiettivo quarti di finale ancora ampiamente raggiungibile. Però, fino a prova contraria, il tecnico può approcciare alle partite di marzo, il mese decisivo per le ambizioni della Roma, con la consapevolezza di avere una panchina abbastanza salda. Altre opzioni, immediate e future, per la guida della squadra non sono ancora prese in considerazione.

…quella di Emery decisamente no

Ma se Maometto non va alla montagna, non è detto che non sia la montagna a voler andare da Maometto. C’è qualcuno la cui panchina è molto meno salda di quella di Di Francesco e che probabilmente uscirà dagli ottavi di finale di Champions con la sua autorità quasi del tutto delegittimata. Unai Emery sa di avere i mesi, forse addirittura i giorni contati sulla panchina del Paris Saint-Germain. L’obiettivo neanche troppo nascosto dello sceicco era la coppa dalle grandi orecchie e la sconfitta nell’andata degli ottavi di finale contro il Real Madrid ha complicato parecchio i piani e lasciato il segno nella capitale francese. Vincere il campionato, ovviamente, non basta, vista la squadra a disposizione del tecnico. Senza una complicata remuntada al Parco dei Principi, a giugno sarà certamente addio, anche considerato lo scarso feeling tra l’allenatore e la stella della squadra, Neymar. Quindi il tecnico basco si guarda intorno e risulta abbastanza difficile pensare che Roma e la Roma, data la presenza di Monchi, non siano un’opzione per lui.

Lo spagnolo guarda interessato a Roma

I giallorossi avevano messo gli occhi sul tecnico ex Siviglia già in tempi non sospetti, quando alla fine per la panchina giallorossa si era poi scelto Rudi Garcia, ma anche nella scorsa stagione, quando sembrava che il suo rapporto con il PSG fosse già agli scoccioli. E l’attrazione reciproca tra le parti non è mai venuta del tutto a mancare. Ora la Roma ha intrapreso un altro percorso, ma Emery ha tutto l’interesse per continuare a guardare verso Trigoria per comprendere come si evolverà la situazione di Di Francesco. In caso gli ottavi di Champions fossero fatali allo spagnolo, questo strano corteggiamento al contrario potrebbe farsi ancora più insistente. Al tecnico abruzzese non resta dunque che guadagnarsi la conferma per la prossima stagione attraverso i risultati: l’approdo ai quarti di Champions e, forse obiettivo ancora più importante, minimo il quarto posto in campionato. In questo modo quella panchina che al momento è ancora salda rimarrebbe tale, nonostante la presenza di fastidiosi concorrenti dal palmares importante e in buoni rapporti con parte della dirigenza.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy