Roma, si riparte…da zero

Roma, si riparte…da zero

Contro gli attacchi atomici di Barcellona e Lazio, la Roma ha mantenuto inviolata la porta di Alisson. Il 3-4-1-2 piace a tutti, allenatore e squadra, e sarà la chiave tattica del finale di stagione giallorosso.

di Redazione Il Posticipo

Alla faccia dell’integralista. Eusebio Di Francesco ha cambiato in corsa e quel che ha visto gli è piaciuto. Ovvio, trattandosi di due clean sheet, che hanno portato alla Roma la qualificazione alla semifinale di Champions League e un punto contro la Lazio che, almeno negli scontri diretti, vale doppio. Due avversarie non facili da arginare, squadre abituate a segnare tanto e in qualsiasi maniera. Verrebbe quasi di dire…da over fisso. Eppure contro i giallorossi e il loro nuovo modulo gli attacchi atomici di Barça e Lazio sono andati…under (e stavolta il turco non c’entra). Rimasti a secco. Niente Messi, nè Immobile. Gol subiti? Zero.

OBIETTIVO CHAMPIONS – E proprio da questo zero riparte la Roma alla ricerca dei punti che possono garantire la Champions League anche per la prossima stagione. Ormai nella Capitale ci hanno preso gusto e l’idea di non ascoltare la famosa “musichetta”, che quest’anno segna già il record giallorosso di riproduzioni con dodici (e poi chissà), non viene neanche presa in considerazione. Nell’Europa che conta, Di Francesco e i suoi vogliono e devono arrivarci. Per un’ottima sfilza di motivi, a partire da quelli tecnici, per finire con quelli economici. I quaranta milioni garantiti dalla Champions 2018/19, uniti agli incassi di questa stagione che già superano gli 0ttanta milioni, significano tre parole importanti: niente cessioni obbligate.

ALISSON…POCO ATTIVO – Il che ha fatto dichiarare a Pallotta nelle interviste post-derby che non c’è la minima intenzione di cedere Alisson. Se non dovesse esserci neanche la necessità di farlo, la Roma avrebbe decisamente fatto bingo. Anche se il portierone di questo zero è stato protagonista, ma neanche troppo. In realtà il brasiliano ha passato due serate relativamente tranquille contro Barça e Lazio. Non ha dovuto rendersi protagonista dei miracoli a cui ci ha abituato e si è sporcato anche poco i guantoni. Merito di quei tre davanti, che hanno trovato un’intesa forse inaspettata, ma capace di blindare la porta giallorossa assieme al contributo dei compagni. Fazio anticipa, Jesus e Manolas a turno recuperano se qualcuno sfugge alla trappola del fuorigioco. Chiusura ermetica. Per informazioni, chiedere a due dei candidati alla Scarpa d’Oro.

IL 3-4-1-2 È PROMOSSO – La rivoluzione ha dunque funzionato? Beh, al momento sì, ma non sono esclusi ritorni di fiamma con il classico 4-3-3. Se non altro perchè numericamente la batteria dei centrali non è foltissima. Anche se in realtà, dopo aver sostituito Manolas nel derby, Di Francesco ha mantenuto il nuovo assetto spostando Kolarov in mezzo alla difesa. Segnale che ormai questo 3-4-1-2 sta entrando nel DNA della Roma, anzi, sembra molto più facilmente assimilabile ed applicabile anche dagli altri reparti rispetto al 4-2-3-1 o allo spregiudicato 4-2-4 utilizzato quando c’è bisogno di rimontare. E allora così sia. Per il rush finale, in cui ci si gioca tutto, meglio basarsi su ciò che regala più certezze. Quindi, mai come in questo caso è giusto dire che a Trigoria si riparte da zero. Ma nel senso più positivo possibile.

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