È il rinnovo di Florenzi il banco di prova per la Roma che verrà

È il rinnovo di Florenzi il banco di prova per la Roma che verrà

La trattativa per il prolungamento del contratto che lega Alessandro Florenzi alla Roma racchiude l’intero futuro della squadra e forse di un progetto che va avanti ormai da quasi sette anni.

di Redazione Il Posticipo

Il prolungamento, con tanto di adeguamento di stipendio, del contratto che lega Alessandro Florenzi alla Roma, rischia di diventare il vero banco di prova delle capacità societarie e dell’abilità di Monchi nel trattare con chi c’è già e non solo con chi deve arrivare in rosa. Finora il direttore sportivo ha ottenuto le firme di De Rossi, Strootman, Manolas, Fazio e Perotti, ma quello che c’è in palio nel caso della trattativa con il tuttocampista e vicecapitano è molto di più che un semplice accordo fatto di cifre e date. C’è dentro, volente o nolente, l’intero futuro della squadra e forse di un progetto che va avanti ormai da quasi sette anni.

Florenzi, scadenza 2019 e la necessità del rinnovo

A leggerlo sembra un’esagerazione, ma la realtà dice esattamente questo. Il contratto di Florenzi con la Roma scade nel giugno 2019 e prolungarlo è diventata la preoccupazione primaria della società, nella consapevolezza che perdere, seppure tra un anno, un valore aggiunto come il numero 24 a parametro zero non è neanche ponderabile. Questo rinnovo s’ha da fare, per motivi tecnici e…ambientali. Ed il problema forse sta tutto qui, perchè la Roma non può nè vuole permettersi un muro contro muro con il calciatore, che è forte di una scadenza che si avvicina a passi da gigante. E che dal nuovo accordo vuole giustamente uscire con le tasche sensibilmente più piene di quanto faccia ora.

Nodo stipendio e Fair Play Finanziario

Uno dei nodi della trattativa è infatti lo stipendio del calciatore. L’ultimo rinnovo, quello datato 2016, ha portato l’azzurro a guadagnare circa due milioni di euro a stagione. Quello che verrà, a occhio e croce, dovrebbe vedere questa cifra raddoppiare. L’idea è quella di arrivare sui tre milioni come compenso fisso, più una serie di bonus facilmente raggiungibili per un gran totale di quasi quattro milioni. Una gran bella cifra, anche e soprattutto considerando il Fair Play Finanziario. Uno dei problemi economici della Roma, che l’ha portata a sforare i parametri imposti da Nyon, è infatti proprio il monte ingaggi, che incide sensibilmente sul bilancio giallorosso. Ma per un calciatore importante come Florenzi, sarà possibile fare uno sforzo, magari alleggerendo le spese per gli stipendi tagliando qualche cachet importante.

L’ombra della clausola?

Ma ciò che preoccupa maggiormente tifosi e società, e non potrebbe essere altrimenti, è la possibilità che sul contratto venga inserita una clausola rescissoria. Che sì, in questo momento storico sembra diventato quasi la norma, ma si tratta di una scelta che, nel caso di Florenzi, potrebbe avere significati e risvolti molto più profondi. Se il vicecapitano per rinnovare dovesse pretendere una “via d’uscita”, significherebbe che anche nelle alte gerarchie in campo c’è poca fiducia nel progetto Roma. Una situazione che farebbe il paio con le recenti dichiarazioni di Strootman, che ha lasciato intendere di voler rimanere nella capitale ma che la presenza della clausola sul suo contratto può anche segnalare la volontà della società di monetizzare con i propri calciatori. E un Florenzi con tanto di clausola rescissoria farebbe gola a molti, soprattutto alla Juventus (che quando scopre una clausola a tinte giallorosse è sempre in prima fila) e all’Atletico Madrid, pronti a fare ponti d’oro al terzino della Roma.

L’impressione è che alla fine il rinnovo si farà e che la clausola, dovesse esserci, sarà altissima e valida solo per l’estero. Ma non sarà tanto importante la firma in sè, quanto il processo che porterà Florenzi ad apporla sul prolungamento. In questa trattativa la Roma si gioca molto, sia in ottica presente che soprattutto futura. La strada per diventare grandi passa anche (e forse soprattutto) dal saper trattenere chi c’è già. Per portare volti nuovi a Trigoria c’è sempre tempo e modo.

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