Perotti e Defrel, una poltrona per due

Perotti e Defrel, una poltrona per due

Neanche il tempo di sdoganarlo da parte di Di Francesco, che già il posto di trequartista del 4-2-3-1 adottato dalla Roma in quel di Verona è oggetto di contesa. Con Nainggolan squalificato, sarà corsa a due tra l’argentino ed il francese.

di Francesco Cavallini

Neanche il tempo di sdoganarlo da parte di Di Francesco, che già il posto di trequartista del 4-2-3-1 adottato dalla Roma in quel di Verona è oggetto di contesa. Gioco forza, perchè Nainggolan, che poi è il motivo principale di questo leggero switch tattico, è squalificato, ma anche perchè non è che a centrocampo il tecnico giallorosso abbia tutte queste opzioni in vista del Benevento. Con due soli calciatori pienamente utilizzabili a centrocampo tra infortuni e stop del giudice sportivo (e senza la possibilità di spostare in avanti Florenzi vista l’assenza di Peres), che 4-2-3-1 sia. E per la casella vuota vanno in competizione i trequartisti che non ti aspetti: Diego Perotti e Gregoire Defrel.

Perotti è un trequartista classico

Logica vorrebbe che il posto fosse dell’argentino, che in fondo da trequartista è nato prima di decidere di abbracciare la fascia, possibilmente quella sinistra. Parlassimo di trequartista classico, infatti, non ci sarebbero dubbi. Il numero 8 racchiude tutte le doti necessarie, dalla tecnica sopraffina alla capacità di saltare l’uomo. Ma stiamo invece considerando un ruolo ibrido, quello del guastatore, di un trequartista più che moderno, accezione che Nainggolan interpreta alla perfezione con caratteristiche molto diverse da quelle di Perotti. Ed il Monito, a dirla tutta, vive un momento di flessione, con quell’infortunio muscolare che gli ha fatto perdere qualche partita ed il posto nelle gerarchie di Di Francesco. Potrebbe quindi doversi di nuovo fare da parte.

Defrel, il vice-Dzeko che gioca ovunque

Lasciando così il palcoscenico ed un nuovo ruolo da interpretare a Gregoire Defrel. Che a Roma è arrivato con l’etichetta di vice-Dzeko, ma che in realtà finora tutto ha fatto, tranne che sostituire l’inamovibile bosniaco. Certo, neanche il francese somiglia granchè a Nainggolan, ma il suo spiccato senso tattico può rappresentare la discriminante per cui Di Francesco potrebbe optare per il suo numero 23 come trequartista del 4-2-3-1. In primis l’abnegazione e la capacità di fare pressing, perchè non è semplice sostituire uno come il Ninja, che sembra avere l’argento addosso e capace di essere in due punti opposti del campo in capo a dieci secondi. E se il tecnico abruzzese ha qualcuno in rosa che può minimamente avvicinarsi a questi standard è proprio Defrel. Che tra le altre cose offre tempi di inserimento (ovviamente) da attaccante ed una velocità in progressione da non sottovalutare.

Meglio non rischiare De Rossi

Ci sarebbe poi un’ipotesi affascinante, ma poco percorribile, dato che numeri alla mano Gerson giocherà a centrocampo, data la moria di colleghi di reparto. L’unica possibilità di vederlo in quel ruolo sarebbe un recupero lampo di Daniele De Rossi, ma il polpaccio è un muscolo con cui è meglio non scherzare, soprattutto in vista delle due partite di Champions in cui il capitano giallorosso servirà come il pane con la sua esperienza europea. Dunque, resta il ballottaggio tra Perotti e Defrel, nessuno dei quali sembra perfettamente tagliato per il ruolo. Ma si sa, i campionati si cambiano anche così. Con la pensata che davvero non ti aspetti.

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