Roberto Fernandez, il difficile mestiere del DS al Barcellona

Roberto Fernandez, il difficile mestiere del DS al Barcellona

Gestire il mercato del Barça sembra un sogno. Ma non è sempre oro quel che luccica. Chiedere per informazione a Roberto Fernandez, il principale accusato della sconfitta contro la Roma.

di Francesco Cavallini
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Chiunque ami il calcio ha da sempre sognato le condizioni in cui lavora Roberto Fernandez, direttore sportivo del Barcellona. Un club ricco, amato in tutto il mondo, a cui quasi nessun calciatore potrebbe mai dire di no. Praticamente, possibilità illimitate di fare mercato. Ed in realtà è così, ma non è sempre oro quel che luccica. Gli oltre quattrocento milioni spesi nelle ultime due stagioni da Fernandez gli si stanno ritorcendo contro dopo la rimonta della Roma in Champions League. Solo due calciatori in campo, Semedo e Umtiti, sono stati acquistati in quel periodo. Gli altri sono tutti della vecchia guardia.

ACQUISTI SBAGLIATI – La sentenza della dirigenza è quindi diretta e incontrovertibile: sono state gettate centinaia di milioni per calciatori non all’altezza di una maglia da titolare nel Barça. L’indiziato maggiore di questo discorso è chiaramente Dembelè, acquistato in estate per 115 milioni di euro e che al momento conta appena 800 minuti giocati. Colpa di un infortunio, certo, ma anche di un caratterino particolare, che forse andava analizzato prima di versare i soldi al Borussia. Gli altri acquisti “sbagliati” di questa stagione sono i vari Paulinho, che da titolare si è trasformato in terzo cambio a centrocampo, Deulofeu, riscattato e poi rispedito in prestito, Yerry Mina e compagnia bella. E adesso Roberto Fernandez è sulla graticola, principale accusato della debacle continentale.

TRA CANTERA E MERCATO – Ma soprattutto di non essere riuscito a creare un quantomai necessario ricambio generazionale. Xavi e Mascherano sono ormai andati, Iniesta sembra avviato verso l’addio, Piquè, Busquets e Jordi Alba non sono eterni e prima o poi anche Messi dovrà smettere di regalare magie. E in un periodo in cui la cantera non sembra più in grado di sfornare campioni con i ritmi di un decennio fa, il mercato può fare tutta la differenza del mondo. Soprattutto se quello in uscita ti porta via uno come Neymar. I giovani riuniti in Catalogna da Fernandez per iniziare un nuovo ciclo (i vari Digne, Denis Suarez, Paco Alcacer e Andrè Gomes) hanno fallito. Solo Umtiti ha trovato spazio, ma non dà certamente le sicurezze che regalava il Jefecito. Se si sbagliano gli acquisti e non si riesce a partire con calciatori nuovi, il Barcellona non è più invincibile. È ancora fortissimo, ma battibile. E la Roma l’ha dimostrato.

CRUIJFF o KLUIVERT? – Anzi, Dzeko, De Rossi e Manolas hanno praticamente aperto il vaso di Pandora dalle parti del Camp Nou. La posizione di Roberto Fernandez è in bilico e già si fanno i primi nomi per il suo sostituto alla fine della stagione. A Barcellona, non è un segreto, sognano Monchi, ma il DS andaluso è completamente immerso nel progetto Roma e quindi inavvicinabile. E quindi, come spesso accade, si guarda alle vecchie glorie. C’è chi ha un cognome importante, come Jordi Cruijff, che però dovrebbe liberarsi dalla panchina del Maccabi Tel Aviv. E chi un figlio potenziale fenomeno, come Patrick Kluivert, che ha già ricoperto il ruolo al Paris Saint-Germain. Vedremo come finirà, ma è meglio fare attenzione. Perchè, nonostante una Liga stravinta, non è detto che oltre ai calciatori il prossimo DS del Barça non debba scegliere anche il sostituto di Valverde…

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