La Juventus vittima del potere Real

La Juventus vittima del potere Real

Oliver decreta, con un fischio discutibile,la fine del sogno Champions della Juventus. Riacciuffato e perso complice, forse, il potere Real…

di Redazione Il Posticipo

Juventus così no. In Champions League il VAR non c’è, ma se ci fosse stato? Con ogni probabilità due delle quattro semifinaliste sarebbero italiane. Tant’è. Una Juventus bella e coraggiosa gioca una partita perfetta e s’arrende solo al fischio di Oliver che infrange senza pietà un sogno cullato, riacciuffato e svanito per un rigore perlomeno discutibile.

POTERE REAL, NEL DUBBIO È RIGORE… – Sì, d’accordo, non si deve concedere al 93′ e con i supplementari in tasca un’azione avvolgente al Real, ma il fallo di Benatia non appare da calcio di rigore. Probabilmente non lo è. La Juventus schiuma rabbia. Anche perchè l’episodio è chiaro anche dai frame: Benatia colpisce chiaramente il pallone e Oliver, per come è posizionato, non è in grado di vedere cosa succede. In gergo è “impallato”. Ovvero ha degli uomini che gli impediscono di vedere lo svolgimento della dinamica dell’azione. Oliver PRESUME verbo da scrivere in maiuscolo e sottolineare in rosso, che il contatto sia da punire. Non è corretto crocifiggere il direttore di gara, ma il rosso sventolato a Buffon è un qualcosa che stride con il concetto di sport. Anni di sacrifici, vanificati da un fischio. Difficile, se non impossibile da digerire.

COLLINA, FORSE QUALCOSA NON VA? – E forse anche Collina dovrebbe interrogarsi sul perché l’UEFA sia così ostinatamente contraria all’ausilio della tecnologia in campo che avrebbe decretato, con ogni probabilità, un verdetto più giusto. Un Campione del Mondo a fine carriera aveva il diritto di giocarsi l’ultimo trofeo. Oliver è andato evidentemente in confusione, ha preso una decisione sbagliata, figlia anche della “pressione” Real. Inutile girarci intorno. Pochi stadi hanno il peso specifico del catino madrileno, che quando ribolle sposta, eccome, equilibri e serenità. Collina, a conti fatti, nei 180′  e non solo, deve delle spiegazioni alla Juventus, tartassata come non mai.

Un rigore solare negato a Londra con il Tottenham. Un altro su Casemiro. L’espulsione a Dybala che gli ha impedito di essere presente al Bernabeu dove è stato designato un arbitro di anni 33, di età minore rispetto a molti dei protagonisti andati in campo. La carta d’identità non può certo essere una discriminante. Ma un ragazzo che ha permesso a Sergio Ramos (squalificato) di restare nel tunnel degli spogliatoi e fischia un rigore che lascia tanta amarezza a tutta l’Italia, quella sportiva, che pregustava una Champions dal sapore di Coppa Italia lascia il sapore amarissimo. Quello dell’ingiustizia.

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