Richarlison da urlo: dalle pistole nelle favelas all’esplosione con la Seleçao

Il calciatore dell'Everton ha mostrato a Tite e al pubblico di fede verdeoro di cosa è capace. E ha oscurato persino la serata di Neymar. Ma la sua storia ha rischiato di essere molto diversa...

I numeri parlano chiaro. Una partita, tre tiri, due gol e un assist. E se la maglia indossata è quella del Brasile, anche se con tutto il rispetto El Salvador non è esattamenteun avversario probante, significa che l’esordio dal primo minuto di Richarlison è stato davvero di quelli destinati a rimanere impressi. Il calciatore dell’Everton, acquistato in estate dai Toffees per oltre 40 milioni di euro, ha mostrato a Tite e al pubblico di fede verdeoro di cosa è capace. E ha oscurato persino la serata di Neymar, che con la presenza numero 92 supera Pelè. Continua così il momento di grazia del brasiliano classe ’97, tre reti in tre partite in Premier League e…un cartellino rosso.

FAVELAS – Un tentativo di testata a un avversario, tanto per sottolineare che oltre alla classe c’è anche un certo caratterino. Normale, del resto, che Richarlison sia abbastanza fumantino. Chi, come lui, nasce in una favela dove uno dei pochi mezzi di sostentamento è il traffico di droga, sa che deve essere sempre pronto a difendersi con tutti i mezzi. “Molti dei miei amici di infanzia sono morti o in galera“, racconta il brasiliano al Sun. “La maggior parte di loro si è messa a vendere la droga, perchè si guadagnava parecchio“. Tutti, ma non il giovanissimo Richarlison. “Mi chiamavano ‘bandito’, ma per fortuna non mi sono mai immischiato con la droga, nonostante i miei amici cercassero di convincermi. Io vendevo cioccolata e gelati“.

PAURA – Ma la vita nella favelas è complicata e i guai arrivano anche quando cerchi di evitarli… E il pallone, che lo ha salvato, poteva costargli la vita. Richarlison racconta di una…invasione di campo nel giardino di un narcotrafficante che ha rischiato di finire in tragedia. “Mi ha puntato una pistola alla testa e ho avuto molta paura. Mi ha detto che se ci avesse trovato di nuovo lì avrebbe sparato a me e ai miei amici”. Storie che per fortuna ora riguardano un passato molto lontano. Richarlison ha fatto il grande salto verso la Premier e aiuta la sua famiglia con il denaro che guadagna in Europa. “Mio padre mi comprò dieci palloni. Non poteva permetterseli, ma voleva che diventassi un buon calciatore“. Missione decisamente compiuta. E ora il “bandito”, per fortuna, si vede solo in campo.

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