Un euro per comprare il Recreativo Huelva, il decano del calcio spagnolo

Un euro per comprare il Recreativo Huelva, il decano del calcio spagnolo

Quanto vale l’esperienza, la storia, il blasone? Quanto possono valere quasi 130 anni spesi a correre dietro un pallone? Un euro. Non di più. Questa è la cifra a cui verrà ceduto il glorioso Real Club Recreativo de Huelva.

di Francesco Cavallini

Non c’è più rispetto per gli anziani. Frase abusata, ma pur sempre realistica. Almeno a guardare ciò che succede in Spagna. Quanto vale l’esperienza, la storia, il blasone? Quanto possono valere quasi 130 anni spesi a correre dietro un pallone? Un euro. Non di più. Questa è la cifra a cui verrà ceduto il glorioso Real Club Recreativo de Huelva, che con la sua fondazione avvenuta nel 1889 è il club più antico di Spagna, tanto da guadagnarsi l’affettuoso soprannome di El Decano. Beh, ora i grandi vecchi del calcio iberico sono in una situazione di dissesto finanziario e la Eurosamop ha deciso che la acquisirà, al prezzo simbolico di un euro, quando la società attuale avrà estinto i suoi debiti.

Un euro per salvare il Recreativo

Un lato positivo c’è, che perlomeno è scongiurata l’ipotesi fallimento, che avrebbe privato il club andaluso di status di società di più antica fondazione. Certo, non stiamo parlando di un club con chissà quale tradizione (cinque stagioni in Prima Divisione in novanta anni di Liga non sono uno score indimenticabile), ma lasciare cadere nell’oblio una squadra che neanche quindici anni fa si permetteva il lusso di espugnare il Bernabeu con un secco 0-3 e di andarsi a giocare la finale di Copa del Rey contro il Maiorca non era un’opzione praticabile. E quindi, nonostante un’operazione abbastanza opportunistica, si plaude alla decisione della Eurosamop, società di proprietà dell’ex calciatore dell’Atletico Madrid Juanma Lopez.

Squadra nata dai minatori scozzesi

E quindi El Decano, a meno di una improbabile retrocessione, è salvo (finanziariamente parlando) e potrà continuare anche nella prossima stagione a calcare i campi della Segunda Division B, non certo una categoria che fa onore alla ultracentenaria storia del club. Una storia iniziata, appunto, nel 1889, quando come in molti altri luoghi d’Europa ci sono voluti dei sudditi di Sua Maestà, Alexander Mackay e Robert Russell Ross, per cominciare a far rotolare un pallone in Spagna. I due scozzesi, minatori nelle famosissime miniere del Rio Tinto, fondano il loro piccolo club…Recreativo proprio come antidoto allo stress della vita lavorativa, su consiglio di un dottore. La prima partita di calcio spagnola è quindi un derby con i cugini andalusi del Siviglia, seconda squadra più antica del paese, nato quasi un anno dopo del Recre.

El Decano decaduto, ma pur sempre vivo

Da quel fatidico momento in poi, per El Decano sono arrivate gioie e dolori. Tanti anni passati nelle serie minori, fino a qualche comparsata nella Liga dei grandi, non senza qualche soddisfazione. Merito di Marcelino Toral, ora alla guida del Valencia e soprattutto artefice della prima storica salvezza del Recreativo, proprio nell’anno della vittoria contro quei…giovanotti del Real Madrid (nato ben 13 anni dopo, nel 1902). Dopo tre stagioni in Liga, però, la favola è finita e ora i vecchietti del calcio spagnolo latitano in quella che per noi sarebbe la Serie C. Ma non è certo un buon motivo per condannare al fallimento la prima testimonianza storica del pallone iberico. E quindi viva il Recreativo de Huelva, che nella prossima stagione potrà festeggiare il compleanno numero 130. E che magari, sotto la nuova proprietà, riuscirà a tornare nel calcio che conta. Per mettere in chiaro che se il rispetto non gli è dovuto, El Decano se lo prenderà a suon di gol.

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