Se il San Lorenzo ha il Papa, l’Independiente ha il mago Manuel

Se il San Lorenzo ha il Papa, l’Independiente ha il mago Manuel

Incredibile ma vero, nella partita di ritorno di Recopa Sudamericana, l’Independiente chiede un supporto straordinario, se non altro, nel senso stretto del termine. Per segnare non serve l’attaccante ma… un mago.

di Riccardo Stefani

C’è chi passa la vita a studiare tattica, a cercare soluzioni, più o meno erudite, più o meno ordinarie per scardinare la difesa avversaria; chi cerca la soluzione provocatoria tramite i media, lanciando sfide o mettendo un po’ di pepe nei pre-partita. No, pensare, chiedersi, studiare e cercare soluzioni razionali sono ormai viste come mozioni obsolete. Però, va bene, consideriamo il fatto.

Recopa, la Supercoppa Sudamericana

C’è una partita molto importante in ballo: il ritorno di Recopa, la supercoppa sudamericana tra Gremio e Independiente. Dopo il pareggio per 1-1 dell’andata la capolista brasiliana attende gli argentini con ansia per decidere chi solleverà il trofeo. E l’Independiente in questa situazione non sembra trovarcisi comodissimo, un po’ per aver perso l’occasione di partire almeno avvantaggiati dallo scontro casalingo d’andata, un po’ per la magnitudo dell’avversario in sé. E allora, cosa si fa? Ci si appella alla metafisica. In genere, davanti a situazioni di tale pressione, c’è chi prega, chi tace e si concentra, c’è chi si affida agli psicologi per raggiungere un certo grado di motivazione. E poi c’è chi si affida ai maghi.

Manuel, il mago dell’Independiente

È proprio il caso del club argentino in questione, che ha interpellato e quasi convocato per la trasferta un certo Manuel, mago di professione, per così dire, che da buon tifoso non poteva tirarsi indietro. A quanto pare il Merlino sudamericano si è proprio unito alla squadra ed è stato avvistato mentre entrava nel centro sportivo insieme allo staff tecnico, nonché filmato nell’area tecnica durante la partita contro il Flamengo. Per chi ha studiato e/o lavorato una vita per raggiungere tali standard di preparazione per arrivare ad occuparsi di calcio ad alti livelli, deve essere proprio una bella soddisfazione trovarsi a “competere” professionalmente e a trovarsi, magari, determinate aree di competenza occupate da un operatore dell’occulto.

Ovviamente in caso di vittoria della finale tutti questi discorsi filo-razionalisti rischiano seriamente di essere derisi dalle schiere di professionisti saltatori sul carro dei vincitori ma soprattutto, in caso di trofeo il mago Manuel potrebbe far richiesta per un regolare contratto in società. Certo, in questo caso ci si apre uno spunto di riflessione: per quanto questa vicenda possa essere una simpatica macchia di colore nel mondo del calcio palesa altresì la deriva umana verso la svalutazione della competenza in favore della fortuna, del caso e del paranormale ingiustificabile.

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