L’Inter di Spalletti, da principessa a…Ranocchia

L’Inter di Spalletti, da principessa a…Ranocchia

Ranocchia è il simbolo di un’Inter sconfitta, ma la debacle di Genova ma non è certo colpa del difensore. A questo punto la crisi é profonda e va cercata una soluzione.

di Luigi Pellicone

Da… principessa a Ranocchia. Il solito incantesimo, che somiglia tanto ad una maledizione. L’Inter mai bella, ma coraggiosa e invincibile di inizio stagione ha completato la propria metamorfosi in una serataccia che potrebbe, per la prima volta dall’inizio del campionato, relegarla fuori dalla zona Champions. Ranocchia è il simbolo di una serata nata male e finita peggio. Il suo autogol ha del clamoroso, ma sarebbe ingiusto, oltre che poco generoso, prendersela con lui. Il ragazzo non ha giocato peggio di Skrinkar, ma è solo stato vittima di un episodio in cui non ha potuto neanche incidere.

Spalletti, un uomo solo al comando

Le responsabilità vanno cercate altrove, specificatamente nella guida tecnica. La squadra sembra sciolta, dileguata. In due parole: sparita. In crisi di gioco, risultati, idee e condizione fisica. Inutile girarci intorno, l’Inter non ha un’anima e probabilmente, allo status quo, neanche le risorse tecniche per uscire da una situazione in cui è difficile individuare un colpevole diverso da Spalletti. Il tecnico è un uomo solo al comando, dopo alcune scelte coraggiose giustificate dei risultati contro il Bologna, ma molto pericolose. Il tecnico ha rinunciato ai senatori affidandosi a idee poco redditizie, e adesso rischia di deteriorare i rapporti con alcuni uomini simbolo che potrebbero sentiti scaricati dopo aver trascinato l’Inter in vetta. Se la situazione dovesse degenerare più di quanto già non lo sia, non sarebbero esclusi clamorosi rovesci. Anche se, a questo punto della stagione, è davvero difficile trovare un’alternativa al tecnico toscano, che però, qualora bucasse l’obiettivo Champions, sicuramente chiuderebbe a giugno la sua avventura in nerazzurro.

Icardi, capitano poco coraggioso?

Intanto, serve recuperare la vecchia guardia. Qualche esempio? Icardi su tutti. Qual è il male che affligge il capitano dell’Inter? Un punto interrogativo che apre diversi scenari: di spogliatoio, con una squadra che, a quanto pare, non lo riconosce come leader e gli preferirebbe Miranda. Ma anche di mercato, considerando le voci che ruotano intorno a un calciatore che mai come questa volta sembra lontano dalla squadra nerazzurra. E persino di condizione fisica, dato che l’argentino sta faticando a ritrovarsi dopo un infortunio poco chiaro. La lista degli scontenti comprende anche Ivan, molto meno terribile, Perisic. Il croato, uno dei trascinatori dell’Inter arrampicatasi sino in testa, sembra sparito o perlomeno lontano dai radar del tecnico, che a questo punto dovrebbe dare anche qualche spiegazione su cosa stia realmente accadendo ai due uomini che hanno spinto l’Inter a sognare e adesso rischiano di ritrovarsela fuori dalla zona Champions. Una situazione che neanche più acerrimo nemico dei nerazzurri avrebbe osato immaginare a dicembre.

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