Il Leeds United e le altre: quando il nuovo stemma non piace ai tifosi

Il Leeds United e le altre: quando il nuovo stemma non piace ai tifosi

I supporter del Leeds United non hanno apprezzato il nuovo stemma del club. Non è il primo caso in cui il logo crea qualche diatriba…

di Francesco Cavallini

La tradizione è tradizione, figurarsi in un calcio molto ancorato alle proprie radici come quello inglese. Il distacco da un calciatore simbolo o l’abbandono dello storico stadio per una casa più moderna sono (ancor più che in altre parti del mondo) un vero e proprio attentato alle coronarie dei tifosi. E anche gli stemmi delle squadra, quelli che in fondo vanno sul cuore di calciatori e supporter, sono decisamente intoccabili. Ed ecco perchè la modifica (l’ennesima) dello stemma del Leeds United, che ora riporta una sagoma con la mano sul cuore per una dedica ai tifosi, non è stata decisamente apprezzata da coloro che, in pura teoria, dovrebbero essere onorati dal nuovo logo. Non è il primo caso, nè in Inghilterra nè altrove, in cui lo stemma societario crea qualche diatriba…

Roma

Cominciamo da un caso italiano, recente e abbastanza spinoso, quello della Roma. Che negli anni Novanta era già tornata dal lupetto stilizzato alla lupa con le iniziali ASR intrecciate e ben visibili nella parte inferiore del logo. La nuova proprietà americana ha deciso di rendere più snello e più riconoscibile lo stemma, eliminando le lettere e sostituendole con la scritta “ROMA” e l’anno di fondazione del club, 1927. Una modifica che non è stata ancora completamente assimilata dall’ambiente giallorosso, nonostante siano ormai passati quasi cinque anni dall’arrivo del nuovo stemma.

Manchester City

Ai Citizens è andata ancora peggio, anche perchè le proteste per il nuovo logo, introdotto a fine 2015, hanno colpito anche il (seppur pressochè illimitato) portafogli della società. Il Manchester City ha infatti aiutato alcuni tifosi che si erano tatuati il vecchio stemma (una amatissima aquila accompagnata da un motto in latino, “Superbia in Proelia”) a coprire il tattoo o a modificarlo con il nuovo stemma societario. Che comunque non è stato granchè gradito, perchè considerato troppo artificiale e poco simbolico. Non a caso, molti fan lo hanno associato a quello che un famoso videogame attribuiva al City come scudetto di default quando non era in possesso delle licenze ufficiali dei club! nuovo logo manchester city

West Ham

Gli Hammers hanno invece vissuto in maniera molto più democratica l’ultima rivisitazione del loro celebre logo. L’addio al Boleyn Ground ha significato l’eliminazione dallo stemma del Boleyn Castle, che aveva rappresentato il West Ham sin dagli albori del novecento e poi di nuovo a partire dagli anni Ottanta. Lo spostamento all’Olympic Stadium e una maggiore necessità di riconoscibilità internazionale hanno poi spinto il club ad aggiungere la parola LONDON ai classici martelli incrociati che risalgono ai tempi in cui la squadra si chiamava ancora Thames Ironworks. Ma, per non far torto a nessuno, il re-design è stato sottoposto a un referendum sul sito ufficiale del club. Il nuovo stemma ha vinto con il 56% delle preferenze e quelli a cui non piace dovranno adattarsi alla maggioranza! nuovo logo west ham

Cardiff City

Esattamente la stessa sorte che è toccata a Vincent Tan, uomo d’affari della Malesia nonchè presidente del Cardiff City. Quando ha acquistato il club, Tan ha deciso di modificare il vecchio ed amato stemma, bianco e blu con il caratteristico bluebird (la Sialia, un uccello tipico del continente americano) che dà il soprannome alla squadra, con un bel dragone rosso su scudo bianco. Perchè si sa, nel mondo Galles significa draghi e soprattutto in Asia il rosso è un colore associato alla passione. Giustificazioni poco accettate dalla tifoseria, che ha boicottato il nuovo logo e ha ottenuto un ritorno alle origini, tranne che per un minuscolo draghetto rosso proprio in fondo al (vecchio) nuovo stemma. Ubi maior… nuovo logo cardiff city

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