Napoli, non sei la Ferrari!

Napoli, non sei la Ferrari!

Sarri ha provato a condurre un intero campionato fidandosi sempre degli stessi uomini. Ma ora per il Napoli è necessario un…pit-stop, per mettere calciatori freschi in vista del rush finale.

di Mattia Deidda
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La partita contro il ChievoVerona ha regalato una lezione che Sarri ha l’obbligo di tenere in considerazione: per mantenere vivo il sogno Scudetto serve utilizzare tutta la rosa. Gli undici titolari del Napoli sono, indubbiamente, gli uomini che regalano maggiori garanzie all’allenatore, ma in un campionato che si avvia verso il termine, sono stati due ospiti fissi della panchina a ribaltare il risultato e cambiare la stagione mantenendo vivo il sogno Scudetto, praticamente impossibile da raggiungere se i partenopei fossero scesi a sette lunghezze dalla Juventus.

NAPOLI, LE…GOMME SI SONO USURATE – Sport che si intrecciano, e che regalano un punto di vista comune nonostante si tratti di due mondi lontani. Proprio come la Ferrari, che ha puntato tutto sulla resistenza cercando di arrivare al traguardo con le gomme buone usurate (alla fine vincendo), il Napoli (o meglio Sarri), ha provato a condurre un intero campionato fidandosi sempre degli stessi uomini. I tredici titolari della squadra (Zielinski e Mario Rui, a questo punto, vanno considerati tali), sono giocatori di spessore, che hanno mantenuto il club in testa la classifica per ben ventisei giornate. Adesso, però, è obbligatorio pensare ad un pit-stop, utilizzando, per il rush finale di campionato, delle gomme nuove. Se la Ferrari alla fine ha vinto la corsa, il Napoli, al contrario, è già stato superato dalla Juventus, e per recuperare la prima posizione serve ritrovare in campo la velocità di inizio stagione, che solamente giocatori freschi possono dare.

PAROLA ALLA PANCHINA – Considerare Milik un panchinaro è un limite. Il polacco, se non fosse stato per l’infortunio, sarebbe senza dubbio una pedina titolare della squadra. Lo sa bene Sarri, che ha intenzione di sfruttare tutta la qualità e la freschezza del centravanti in questo finale di campionato. Stesso discorso per Diawara: il guineano è l’autore del gol speranza contro il ChievoVerona. Perdere contro i xlivensi avrebbe significato gettare la spugna sul ring; la rete segnata dal centrocampista non ha portato solamente 3 punti in classifica, ma ha anche fatto ritrovare l’entusiasmo ai tifosi, già pronti a cedere alla demoralizzazione. Il compito di Sarri, a questo punto, è fidarsi della propria panchina, e regalare qualche minuto di riposo in più agli insostituibili come Mertens: il belga, tolta la prima partita di campionato, ha sempre iniziato la gara dal primo minuto, quasi sempre giocando per 90 minuti. Normale, a questo punto della stagione, un netto calo di rendimento.

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