Milik, operazione sorpasso

Milik, operazione sorpasso

Nelle ultime partite il Napoli è sembrato in difficoltà nel proporre gioco, ma è migliorato con l’ingresso in campo di Milik, pronto a scavalcare Mertens e chiudere il campionato da titolare.

di Redazione Il Posticipo

Vincere contro l’Udinese per non perdere del tutto la speranza. Fino al giudizio dello scontro diretto contro la Juventus, vero spartiacque della stagione, il Napoli ha l’obbligo di credere nell’obiettivo Scudetto. La gara contro i friulani appare semplice, con gli uomini di Oddo che arrivano da nove sconfitte consecutive. Un pensiero che non deve entrare nella mente dei calciatori partenopei, che in queste ultime giornate hanno trovato più di una difficoltà nel proporre il proprio gioco. Un gioco che, però, migliora notevolmente con l’ingresso in campo di Milik, pronto a scavalcare Mertens e chiudere il campionato da titolare.

MILIK, L’UOMO IN PIÙ – Considerare Milik un panchinaro sarebbe un errore. L’ennesimo infortunio a inizio campionato ne ha inevitabilmente compromesso la stagione, che, comunque, non sarebbe stata vissuta da titolare inamovibile. Il polacco, però, sarebbe stato utilizzato in ogni occasione, a volte entrando dalla panchina, a volte da titolare, magari con Mertens al posto di Insigne o addirittura tutti insieme, in un 4-2-3-1. In queste ultime giornate in cui Sarri ha utilizzato l’ex Ajax con continuità, è apparso evidente l’importante contributo che il centravanti può dare alla squadra, specie considerando il difficile momento che sta vivendo Mertens. Il belga comincia ad accusare una stagione in cui non è mai stato tenuto a riposo, con una media di 85 minuti giocati a partita. Comprensibile, a fine campionato, un periodo di affanno e poca lucidità, che, inevitabilmente, si diffonde poi nel gioco corale della squadra. Con Milik in campo, il Napoli adesso crea di più, in grado, anche, di poter cambiare filosofia di gioco.

CAMBIO DI GERARCHIE? – Non esistono insostituibili. Sarri, da allenatore del Napoli, deve schierare in campo la migliore formazione possibile, senza leggere i nomi dietro la maglia. Lasciare in panchina Mertens in questo finale di campionato può essere un errore in ottica futura, ma con una stagione in cui credere fino al verdetto finale, conta solamente il presente. Con Milik in campo, la squadra riesce a rendersi pericolosa più facilmente che con Mertens prima punta; Sarri lo sa bene, ed è pronto ad agire di conseguenza. Una situazione pericolosa, dove pesa, e spaventa, la clausola nel contratto del belga di appena 28 milioni di euro. Con trent’anni sulle spalle, il numero 14 partenopeo non ha intenzione di perdere la titolarità negli ultimi anni di carriera ad alti livelli, specie adesso che ha capito quanto possa essere devastante giocando da prima punta.

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