Napoli, il giorno dei giorni

Napoli, il giorno dei giorni

Il Napoli vive una giornata particolare: De Laurentiis rientra da Los Angeles. E deve affrontare Sarri, a sua volta alle prese con…Mertens.

di Redazione Il Posticipo

Il giorno dei giorni in casa Napoli. La quiete dopo la tempesta rischia di trasformarsi in una nuova perturbazione. Addensamenti a carattere temporalesco, complice il concatenarsi di eventi e situazioni. Il presidente De Laurentiis deve rientrare da Los Angeles e incontrare Sarri. Il futuro non è più procrastinabile. Il tecnico invece, deve gestire uomini, moduli e umori. Da Insigne sino a…Mertens, che potrebbe essere penalizzato dal 4-2-3-1.

SARRI E INSIGNE – Il primo caso è quello più spinoso dal punto di vista ambientale. Insigne non ha apprezzato i fischi del pubblico partenopeo durante la sfida con il Chievo. Prima qualche accenno di nervosismo, poi il dito portato alla bocca, infine lo sfogo. Quanto basta per pensare ad un futuro altrove? Senza esagerare. La sensazione è che Insigne non voglia diventare schiavo degli umori della città e sentirsi additato come unico responsabile degli eventuali insuccessi.

Idem Sarri. Il tecnico toscano avrebbe chiesto valide rassicurazioni sul mercato. Ormai si è diffusa la convinzione che il tecnico non gestisca a dovere il gruppo, spremendo i titolarissimi come limoni. In realtà non esiste controprova. Il Napoli non ha mai acquistato calciatori più forti degli attuali titolari. E qui entra in gioco il presidente, contestato dalla curva sino al gol del pareggio del Chievo. Poi il “miracolo sportivo” ha trasformato i fischi in applausi, ma la cenere cova e basta poco per accendere il fuoco.

MERTENS E MILIK – Sarri, oltre al contratto e agli umori di Insigne deve anche gestire i possibili malumori che potrebbero sorgere da un cambio di modulo. La settimana che conduce a San Siro inizia con le prove del 4-2-3-1. Cambi di moduli e prospettive. In questo senso il belga non è esattamente entusiasta dell’evolversi delle situazioni, anche perchè sarebbe il primo a perdere il posto. Ovviamente la cosa non gli piace: Mertens ha un credito pressochè illimitato con la tifoseria e la piazza, ma anche una clausola estremamente abbordabile: 28 milioni di euro non è certo. Poco più che spiccioli per un top club.

Quanto basta per spaventare i tifosi, affezionatissimi al loro “Ciro”. Milik però una soluzione molto praticabile. La presenza del polacco garantisce variazioni del tema e anche una maggiore profondità offensiva, liberando fra l’altro Insigne dall’assillo della conclusione a rete. Mertens, per ora, accetta il turnover. E dopo? Se ne parlerà. Di questo e altro, nel giorno dei giorni.

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