Zielinski, la coperta lunghissima di Sarri

Zielinski, la coperta lunghissima di Sarri

Il vero (e unico) dodicesimo della squadra prima in classifica è il polacco, che ogni volta che è stato chiamato in causa dalla panchina non ha mai deluso l’allenatore.

di Redazione Il Posticipo

Tra il mercato-non-mercato, infortuni vecchi e nuovi, verrebbe da pensare che la coperta del Napoli sia diventata clamorosamente e improvvisamente corta. E in effetti la prima parte del match contro la Lazio sembra dimostrare questa teoria, con in campo un Tonelli che non vedeva il verde dell’erba dal 21 gennaio, sì, ma dello scorso anno e che sembrava vagamente fuori fase. Ma ai primi spifferi Sarri, per interposta persona data l’espulsione rimediata alla fine del primo tempo, ha tirato fuori la coperta lunghissima, che ha nascosto tutte le magagne del Napoli e ha riscaldato benissimo un San Paolo che alla fine si è infuocato per un 4-1 roboante. Piotr Zielinski ha, come spesso gli accade, rovesciato la partita.

Zielinski, chirurgico negli inserimenti

Il vero (e unico) dodicesimo della squadra prima in classifica è il polacco. Utilizzato a fasi alterne tra centrocampo e attacco, ma sempre con ottimi risultati. E anche con la Lazio, al netto del crollo biancoceleste seguito al 2-1 dei partenopei, è stato fondamentale con la sua capacità di giocata in verticale e di ribaltamento dell’azione. Stavolta non ci sono voluti i canonici 60 minuti a Sarri per sostituire un Hamsik spento, che nel primo tempo ha reso il centrocampo azzurro preda di quello molto più fisico (e a volte anche troppo) della squadra di Inzaghi. Ma quando nella ripresa la tenuta fisica della Lazio è venuta a mancare, ci ha pensato il “chirurgo” Piotr a fare a pezzi con assoluta precisione la difesa avversaria.

L’unico dodicesimo di Sarri

In un undici blindato come quello azzurro, in cui i titolarissimi giocano anche in caso di epidemia, il polacco è l’unico in grado di mettere costantemente in difficoltà l’allenatore, ma anche l’unico che ogni volta che è stato chiamato in causa dalla panchina non ha mai deluso l’allenatore. E, nell’attesa della consacrazione di un Mario Rui apparso in netta crescita e che cercherà di non far rimpiangere ancora Ghoulam, è anche l’unico “acquisto dell’allenatore”, di quelli arrivati da Empoli o giù di lì, che si è conquistato il suo spazio nella squadra titolare, scalzando spesso e volentieri la bandiera di questo Napoli, un Hamsik che dovrà alzare gli standard se non vuole vedersi soffiare il posto da Zielinski. Sempre meno giovane in rampa di lancio e sempre di più certezza assoluta. Quando entra lui, la coperta non è mai corta.

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