Nainggolan, o tutto o niente

Nainggolan, o tutto o niente

Semifinale di Champions e convocazione mondiale. Il belga si gioca tutto (o quasi) in una notte. E contro gli alfieri del calcio inglese, il più british dei giallorossi deve dare una marcia in più.

di Redazione Il Posticipo

Come prevedibile, in conferenza stampa prima del Liverpool, Eusebio Di Francesco si porta di nuovo…l’inglese. All’andata era toccato a Kolarov, che di esperienza in Premier ne aveva da vendere. Stavolta, anche forse per un’ulteriore iniezione di fiducia, è il turno del box-to-box del centrocampo giallorosso. Di colui che sui verdi campi d’Inghilterra si troverebbe meglio degli altri, al punto che spesso le sirene di Albione hanno provato a intrigarlo. Ma Radja Nainggolan si gioca la partita più importante della carriera e lo fa con la maglia della Roma.

MONDIALI – O tutto o niente, perchè parliamo di una partita da dentro o fuori. E che dentro. Già essere arrivati in semifinale di Champions League, tra l’altro eliminando il Barcellona, può essere un sogno per il belga. Ma l’idea di volare verso Kiev per giocarsi la coppa, beh, quella non si batte. Una chance irripetibile, una sfida che fa il paio con quella che il Ninja affronta riguardo alla nazionale. C’è da convincere il tecnico Martinez che in Russia, nonostante qualche screzio e dei comportamenti che al CT non piacciono per niente, non si può fare a meno di Nainggolan. E di certo trascinare la Roma in finale può essere il biglietto da visita adatto per giocarsi le proprie chances mondiali.

GOL – Del resto se si parla di Roma e di Champions League, per il belga si evocano ricordi felici ma anche una sensazione di incompletezza. Nell’aprile 2014 è stata una sua rete contro la Fiorentina a regalare di nuovo alla squadra giallorossa l’Europa che conta dopo qualche anno di assenza. Ma nonostante sia stato una costante degli ultimi anni quando prima del fischio di inizio è salito forte l’urlo in tutti gli stadi del continente, a Nainggolan manca qualcosa. Il gol in Champions League. Per carità, non un cruccio, ma un qualcosa di strano per chi comunque vede la porta con una certa facilità. Che sia arrivata la volta buona per sfatare il tabù?

INCURSORE – E quindi…l’inglese della Roma si gioca le sue possibilità. Ci vorrà il miglior Nainggolan per puntare alla seconda Romantada nel giro di neanche un mese, perché la sua posizione in campo è quella che, sulla carta, dovrà creare i maggiori grattacapi al Liverpool in fase difensiva. Galleggiando tra le linee, il belga avrà il compito di far impazzire Henderson, che mediano non è, e di attrarre Lovren (il più prono all’errore dei due centrali) fuori dalla linea per favorire gli attaccanti. Di certo, il Ninja ci metterà ogni singola goccia di sudore, come ci si aspetta da tutti i giocatori…di stampo British. Sarà per questo che da quelle parti piace così tanto. Ma nonostante ció, il suo cuore parla italiano. Anzi, ormai romano. E la speranza è che possa farlo anche la finale di Kiev. Magari, con quel gol targato Radja che in Europa sembra non voler arrivare mai…

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