Radja Radja Radja, core de ‘sta città

Radja Radja Radja, core de ‘sta città

In un’intervista rilasciata ad una testata belga, Nainggolan ha parlato della sua vita nella Capitale. Il risultato è una…lettera d’amore a Roma, alla Roma e ai suoi tifosi.

di Francesco Cavallini

Se c’era qualche minimo dubbio sulla sua volontà effettiva di rimanere a Roma, oggi, domani e chissà, anche a carriera finita, Radja Nainggolan lo ha definitivamente cancellato dalla mente di chiunque. Se c’era chi non credeva alla sua “romanità”, adottiva ma quasi viscerale, sarà stato smentito. E se c’era chi sperava in un Ninja in tono minore, inghiottito anche lui dalla cappa che sembra aver avvolto la Roma degli ultimi tempi, beh, ha capito male. La dichiarazione d’amore del belga, sincera e sentita, nei confronti della città, del club e della tifoseria può tranquillizzare gli animi: Nainggolan vuole dare tutto per la squadra e non ha la minima intenzione di muoversi dalla Capitale.

I soldi non fanno la felicità

E sì che avrebbe anche potuto, se solamente avesse voluto. Offerte ne sono arrivate. Tante, troppe, alcune quasi irrinunciabili. Soldi, tantissimi soldi, per chi a trent’anni può firmare l’ultimo contratto importante di una carriera. Ma c’è qualcosa che va al di là del puro aspetto economico, che supera le logiche materialistiche e anche un po’ aride di questo calcio diventato industria. A Radja Nainggolan non importano gli zeri dell’ingaggio. Non che in giallorosso il belga giochi gratis, ci mancherebbe, ma certamente da qualsiasi altra parte lo avrebbero ricoperto d’oro nel vero senso della parola. Ma i soldi, evidentemente, non fanno la felicità. Almeno, non come la fanno Roma e la Roma. L’obiettivo è di vivere bene. E, di conseguenza, di giocare altrettanto bene.

Nainggolan, il cuore oltre l’ostacolo

Sarebbe ingenuo pensare che non ci siano stati momenti in cui l’addio è effettivamente stato vicino. Quando si sono fatte avanti le sirene inglesi, o le offerte rinunciabile dalla Cina. E quando scappare sembrava l’opzione migliore, per allontanarsi dal marasma di una squadra che sembrava essersi smarrita e dalle critiche per uno stile di vita un po’ particolare, con annesso qualche momento sopra le righe. Ma se Nainggolan è rimasto a Roma non lo ha fatto solo perché nella Capitale il Ninja, parole sue, ha tutto, sotto ogni punto di vista. La scelta è dipesa anche da un rapporto profondissimo con il pubblico. Con quei tifosi che hanno sempre apprezzato la voglia del belga di non risparmiarsi mai, di gettare il cuore oltre l’ostacolo, di sudare la maglia fino all’ultimo minuto. Quel pubblico che, come un padre severo ma giusto, nelle sue segrete stanze l’ha anche criticato e rimproverato quando c’era da farlo, ma che davanti agli assalti esterni è sempre stato compatto sotto un unico grido: Radja non si tocca.

Un Ninja all’amatriciana

A Roma se lo tengono così com’è e lo fanno molto volentieri. Forse anche per quella sfrontatezza, quell’atteggiamento nei confronti della vita e del calcio che la tifoseria sembra apprezzare più di ogni altra cosa e che gli è valso il rispetto come e quanto le sue giocate sul rettangolo verde. Nainggolan non ha peli sulla lingua e non si nasconde dietro le ipocrisie del politically correct. Dice quello che pensa, se ne prende la responsabilità e ne paga, quando c’è da farlo, anche le conseguenze. Non gioca mai per fare zero a zero, nè in campo nè tanto meno fuori. E non si prende mai troppo sul serio, caratteristica che lo accomuna parecchio al suo pubblico e che lo rende, ancora di più, romano di adozione. E come ogni civis che si rispetti, il Ninja la sua Roma non vuole lasciarla, neanche quando avrà appeso la cresta (che ora non c’è più) al chiodo. Preferisce rimanere dove si sente felice. E cercare di regalare questa gioia alle persone che ama. Alla famiglia, certo, ma anche e soprattutto a chi lo rispetta e lo sostiene ogni domenica. Del resto, per i tifosi della Roma, Radja è uno di casa. E la cosa, evidentemente, è più che reciproca.

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