Nainggolan, la “guerra” continua: i tifosi del Belgio preparano dieci minuti di silenzio

Nainggolan, la “guerra” continua: i tifosi del Belgio preparano dieci minuti di silenzio

Il club ufficiale dei tifosi della Nazionale belga ha invitato i suoi membri e tutti gli altri tifosi a una singolare forma di protesta contro l’esclusione del Ninja. Assenza di tifo all’inizio della prossima amichevole dei Diavoli Rossi.

di Redazione Il Posticipo

La battaglia è persa, ma la “guerra” continua. E poco importa che al sit-in pro Nainggolan si siano presentate solo una ventina di persone rispetto alle oltre ottomila preventivate, i tifosi del Belgio non si vogliono piegare alla volontà di Martinez. E dato che il CT è stato irremovibile (anche perchè, mettendosi nei suoi panni, diventa complicato escludere qualcuno dopo aver diramato la lista dei preconvocati), continuano le proteste. Che per carità, non serviranno a nulla, ma di certo faranno piacere al calciatore della Roma. Soprattutto perchè vengono dal…club ufficiale dei tifosi della Nazionale, riconosciuto addirittura dalla Federazione. Una spinta ufficiale e…particolare.

DIECI MINUTI DI SILENZIO – Secondo quel che riporta Marca, il gruppo 1895, che richiama ovviamente l’anno di nascita dei Diavoli Rossi, ha infatti invitato i propri membri e tutti i tifosi del Belgio a dieci minuti di silenzio in occasione della sfida con il Portogallo, la prima amichevole pre-Mondiale della selezione di Martinez. Se tutto andrà come previsto, il 2 giugno i primi dieci minuti della partita si dovrebbero tenere in un silenzio surreale, almeno da parte degli aficionados belgi. E se avessero potuto, quelli del gruppo 1895 avrebbero fatto anche di più. L’idea era quella di disertare in massa lo stadio per protesta contro la mancata convocazione di Nainggolan, ma alla fine questa soluzione è stata scartata perchè irrealizzabile.

NIENTE DOMANDE SUL NINJA – Resta dunque la protesta silenziosa, che i rappresentanti del gruppo spiegano non essere certo diretta agli altri giocatori quanto al selezionatore. La scelta di lasciare a casa il Ninja, “un calciatore che suda la maglia, sia nelle partite ufficiali che nelle amichevoli” e che “fa parte del DNA della squadra” risulta incomprensibile e questo Martinez, in un modo o nell’altro, deve capirlo. Ma la Federazione fa muro, anzi, contrattacca. Secondo Le Soir, un delegato federale avrebbe infatti informato i giornalisti che in conferenza stampa non si accetteranno domande sull’assenza del romanista nella lista dei convocati. Se questa è l’atmosfera con cui parte l’avventura del Belgio, la domanda è lecita. Dato che Nainggolan avrebbe accettato la panchina pur di vivere il mondiale, Martinez non avrebbe fatto meglio a convocarlo e risparmiarsi tutte queste rogne?

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