Nagelsmann: “Non morirò infelice se non allenerò il Bayern. E le idee mi vengono…al bagno!”

Nagelsmann: “Non morirò infelice se non allenerò il Bayern. E le idee mi vengono…al bagno!”

Il tecnico dell’Hoffenheim, uno dei giovani prodigi della panchina, si racconta alla Bild. E parlando di tattiche, racconta…il luogo che lo ispira!

di Redazione Il Posticipo

È, assieme a Tedesco, il…wunderkid della panchina teutonica. Lo chiamavano l’allenatore da Football Manager, per la sua modernità. Poi però Julian Nagelsmann ha dimostrato a tutti che la bravura non è direttamente proporzionale all’età e che anche da giovanissimi (31 anni ancora da compiere) si può allenare molto bene. E ora che il campionato è finito e il suo Hoffenheim si è guadagnato la Champions League, estromettendo dall’Europa che conta Bayer Leverkusen e Lipsia, il tecnico si racconta alla Bild. E, considerando come vanno le cose nella Bundesliga, dove tutte le strade sembrano portare a Monaco di Baviera, dice qualcosa di…molto poco tedesco.

BAYERN – “Non morirò infelice se non avrò allenato il Bayern Monaco. Al contrario, allenerei volentieri anche tutti gli altri grandi club. O comunque un qualche club che mi dia la possibilità di vincere la Champions League”. Verrebbe da pensare al discorso della volpe e l’uva, dato che alla fine sulla panchina del Bayern ci è finito Kovac dopo la buona stagione dell’Eintracht. E invece no, perché probabilmente è l’ex nazionale croato a essere una seconda scelta. Del resto di Nagelsmann sulla panchina dell’Allianz si parla da parecchio tempo, ma l’allenatore ha sempre ribadito la sua fedeltà alla causa biancoblu. Per il Bayern c’è tempo. E anche se non dovesse mai arrivare il momento di prendere il posto che è stato di Heynckes, il trentenne se ne farà una ragione.

BAGNO – Esattamente come dovranno fare tutti coloro che immaginano un Nagelsmann costantemente immerso nello studio di tattiche e formazioni. Certo, il tecnico è in continuo aggiornamento, come richiede il calcio moderno, ma per lui niente scrivania o studio nel centro di allenamento. Le idee migliori, racconta, arrivano altrove. Dove? “Sarò sincero, quando sono in bagno. Molti giocano con il cellulare o leggono giornali e riviste. Io penso a cosa fare in allenamento. Lì arrivano le idee migliori, ho una calma ben precisa che mi aiuta ad avere idee molto buone”. Che, per fortuna, non finiscono scritte sulla carta igienica. Del resto a trent’anni la memoria è ancora abbastanza buona. E quindi è decisamente il caso di dire che i…bagni dell’Allianz possono aspettare ancora un po’. Di tempo, Nagelsmann ne ha fin troppo!

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