Da Wenger a De Boer: Mourinho ha una buona parola per tutti…

Da Wenger a De Boer: Mourinho ha una buona parola per tutti…

Mourinho non perde mai il suo spirito polemico: il rapporto dello Special One con i colleghi è sempre pieno di scontri verbali non indifferenti.

di Redazione Il Posticipo

L’eliminazione a sorpresa del Manchester United dalla Champions League non ha certamente reso baldanzoso Josè Mourinho, che come sempre non ha perso il suo spirito polemico e ha respinto al mittente alle critiche. Nessun rimpianto per la sconfitta contro il Siviglia. E poi un addio precoce alle speranze di vittoria continentale non è una novità per lo United. Chi non ha mancato di stuzzicarlo è stata la rete, con tanto di finta risposta di Frank de Boer, recentemente definito da Mou il peggior allenatore nella storia della Premier. E anche se si è rivelata essere una bufala, la pseudo dichiarazione sottolinea che il rapporto dello Special One con i colleghi è sempre pieno di scontri verbali non indifferenti.

Mourinho contro Wenger, una rivalità decennale

C’è per esempio un allenatore che Mourinho considera uno specialista in fallimenti. Anzi, un vero e proprio voyeur, ossessionato dall’esistenza stessa del Chelsea, la squadra che all’epoca dei fatti era allenata dal portoghese. Il collega per cui Mou ha queste…splendide parole altri non è che Arsene Wenger, uno degli acerrimi rivali del tecnico di Setubal. Un rapporto quello tra i due fatto di forti scontri verbali a mezzo stampa e altrettanti sui campi d’Inghilterra, con tanto di minacce fisiche in più di un’occasione e un paio di spintoni volati nelle aree tecniche. Sul campo, beh, i numeri dicono che vince…ai punti Josè, che negli scontri diretti contro Wenger ha spesso vinto, a volte pareggiato e quasi mai perso.

Josè e Pep, la strana coppia

E sempre in Inghilterra, quest’anno la Premier League andrà con tutta probabilità ad un altro dei celebri nemici di Mourinho. Sebbene abbiano lavorato assieme per quasi quattro anni a Barcellona, quando Guardiola giocava e Josè faceva da assistente a Robson e a Van Gaal, tra i due non è mai corso buon sangue e lo scontro si è ulteriormente accentuato ogni qual volta si sono ritrovati su panchine di club rivali. Come ad esempio Barça e Real, scontro di mondi e di filosofie calcistiche, accentuato dalle scintille tra i due. Ma più di un riferimento diretto, la citazione storica della rivalità tra i due è una specie di mantra recitato da Mou dopo la sconfitta del Real in semifinale di Champions. Un porque che diventa subito leggenda e legato alle direzioni arbitrali nei suoi confronti quando incontra Guardiola…

Benitez, Conte e la…sconfitta con Ranieri

Ma anche con altri colleghi non è che Mou sia molto più tenero. Benitez, suo successore all’Inter, deve ringraziarlo per aver vinto il Mondiale per Club, dove lui non sarebbe mai arrivato. Alan Pardew, allenatore del Newcastle, farebbe meglio a schierare una mucca in campo e far sospendere le partite, se poi deve giocare con dieci calciatori dentro la propria area. Conte ha festeggiato troppo la sua vittoria per 4-0 contro lo United. E via dicendo. Davvero una parola buona per tutti e quasi mai nessuno in grado di rispondere a dovere. Tranne, forse, Claudio Ranieri. Etichettato, quando allenava la Juventus, come un tecnico vecchio e non in grado di vincere. Il fatto che nel 2016 il tecnico del Leicester abbia alzato la Premier, costringendo nel frattempo Mou a dare le dimissioni dopo la sconfitta contro le Foxes, dimostra che, anche con le parole, lo Special One a volte sbaglia.

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