“Morto di fame”: Cile-Venezuela sub20 scatena un caso diplomatico

“Morto di fame”: Cile-Venezuela sub20 scatena un caso diplomatico

Mentre in Italia si combatte il razzismo in campo e sugli spalti, in Sudamerica una partita di calcio giovanile sfocia in un caso diplomatico per le pesantissime parole di un calciatore cileno al collega venezuelano.

di Redazione Il Posticipo

Una partita di calcio giovanile che rischia di sfociare in un incidente diplomatico? Succede, nel campionato sudamericano under 20 in una sfida fra Cile e Venezuela. Tutto a causa di qualche parola di troppo volata in campo. Il fatto è riportato da AS.

FATTACCIO – Nicolas Diaz, a un minuto dal termine della sfida, con il punteggio di 0-1 per i venezuelani, entra in area ma viene fermato piuttosto energicamente da Bonilla. Non era certo il primo corpo a corpo fra i due ma la reazione del calciatore cileno è stata sgradevole. Ha definito “morto di fame” il collega. Un labiale che non è sfuggito alle telecamere. E che ha immediatamente scatenato il putiferio.

POLITICA – Il Venezuela attraversa un momento politicamente molto delicato. Il paese è in gravi problemi economici ed è molto più vicino al dissesto finanziario che alla ripresa. Congiunture che hanno costretto la popolazione a un vero e proprio esodo. Diaspora che ha portato i venezuelani in cerca di lavoro un po’ ovunque nei paesi limitrofi. Cile, soprattutto, dove risiedono, sono nell’ultimo anno 200mila nuovi abitanti che hanno attraversato il Sudamerica. Quanto basta, insomma, per innescare un caso diplomatico.

SCUSE – La reazione di Diaz è stata stigmatizzata dalla Federazione Cilena, che ha raccolto e rilasciato le scuse del calciatore. Un “mea culpa” con tanto di richiesta di perdono a tutto il popolo venezuelano. La missiva è presente anche sul profilo instagram del calciatore. Come l’hanno presa i venezuelani? La nazionale “vinotinto” chiude l’incidente. Le parole del tecnico Dudamel lo confermano. “Oggi viviamo una festa dagli spalti al campo. È stata una felicità dei venezuelani in Cile, in un paese che ci accoglie in modo spettacolare. Ringraziamo anche il Cile per aver aperto le porte ai venezuelani. È un bel momento per dare gioia a loro e per rappresentare il paese. Ci sentiamo a casa”. Parole che chiudono il caso, ma che probabilmente non basteranno a risparmiare Diaz da una lunga squalifica.

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