Mondiali, l’ISIS torna a minacciare la Russia

Mondiali, l’ISIS torna a minacciare la Russia

Non bastasse il problema hooligans, l’apparato di sicurezza previsto per i Mondiali dovrà fare anche fronte alla minacce dello Stato Islamico, tornato a farsi sentire.

di Redazione Il Posticipo
putin

A poco più di un mese dall’inizio della Coppa del Mondo, sono già comparse in rete le immagini di preparazione al primo match. Da una parte c’è la nazionale russa padrona di casa, dall’altra una formazione in verde. Che, purtroppo, non è l’Arabia Saudita, contro cui gli uomini di Čerčesov dovranno scontrarsi il 14 giugno nella classica partita inaugurale. Il verde è il colore scelto per autorappresentarsi dalla…squadra dell’ISIS, che ha lanciato nuove minacce di attacchi durante il periodo dei mondiali. E nell’immagine riportata dalla testata inglese Daily Express, le due formazioni si fronteggiano nella più classica delle foto pre-partita. Stato Islamico contro Russia.

MINACCE – Un incontro che, promette l’immagine propagandistica, sarà questione di vita o di morte. E neanche il volto in sottofondo di Putin in rigoroso assetto da guerra riesce a smorzare la sensazione di disagio causata dal fotomontaggio. Non esattamente un messaggio amichevole quello che a poche settimane dal via scuote un po’ la situazione sicurezza in vista della Coppa del Mondo. Già sul finire del 2017 erano comparse altre immagini, che ritraevano un Neymar privo di vita e un Messi che piange lacrime di sangue. A inizio anno è toccato all’arena di Volgograd essere presa di mira dalla propaganda jihadista, con l’immagine di un guerrigliero armato fino ai denti davanti allo stadio. La Russia, del resto, ha già pagato il suo tributo alla lotta contro il terrorismo nello scorso anno, quando una bomba è esplosa sulla metropolitana di San Pietroburgo uccidendo quattordici persone.

SICUREZZA – Un altro problema per l’apparato che dovrà occuparsi dell’ordine pubblico delle partite, già abbondantemente impegnato a evitare che le tifoserie straniere (in particolare quella inglese) vengano a contatto con gli hooligans made in Russia. I tifosi locali hanno lasciato parecchi conti aperti, sia a Euro 2016 che nelle sortite continentali delle squadre di club. E nonostante le rassicurazioni del capo della sicurezza e addirittura di qualche capo hooligan locale (“Sarà un mondiale sicuro, vista l’assenza dei nostri grandi rivali ucraini e croati”), la situazione è già abbastanza complicata senza che ci si mettesse anche l’ISIS. Dopo un Europeo blindato in Francia, toccherà quindi anche al Mondiale affrontare un mese di controlli e restrizioni. Fastidiosi, ma necessari.

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