Milik, ginocchio o…testa?

Milik, ginocchio o…testa?

Il rientro di Milik è vicino, ma non vicinissimo. Il polacco è il primo a cautelarsi dopo il doppio infortunio e quanto accaduto a Ghoulam.

di Redazione Il Posticipo

Milik pronto? Sì, anzi no. Cosa succede? Il centravanti è clinicamente guarito dall’infortunio, ma non è ancora pronto a scendere in campo. Questione di testa, più che di fisico. La paura è più forte della voglia di tornare a giocare.

Milik, non è facile

Il centravanti polacco non va biasimato. Non deve essere facile convivere con un doppio infortunio nell’arco di un anno. Il ginocchio ha ceduto due volte e non è una bella notizia. Un trauma da superare prima mentalmente, che fisicamente. Così come non deve essere stato semplice assorbire la disavventura di Ghoulam. Il calciatore algerino sembrava aver bruciato i tempi di recupero, invece è arrivata la ricaduta, con la rottura della rotula e forse l’addio anzitempo alla stagione.

Non c’è fretta

In realtà Milik non è indispensabile come Ghoulam. Il rientro del polacco può essere gestito con maggiore serenità e tranquillità. Lì davanti, del resto, c’è chi se la cava bene. Il tridente azzurro viaggia a velocità di crociera. Certo, avrebbe bisogno di qualche ricambio per rifiatare, ma la sensazione è che il rientro del centravanti si possa dosare in modo da offrire a tutti le dovute garanzie. Sarri vuole un’alternativa a Mertens e comunque un centravanti in grado di non farlo rimpiangere. Milik chiede ancora un po’ di tempo per non correre alcun tipo di rischio.

Meglio non correre rischi

Il rientro è dunque vicino, ma non così da poterlo immaginare, a breve giro di posta, in campo. Milik ha già perso un anno in infermeria e non ha intenzione di tornarci. Anche perché, all’orizzonte, non c’è solo lo scudetto. Il polacco ha un mondiale da giocare e la sua nazionale non è cosi competitiva da tempo. Né ha un girone insormontabile. È anche vero, però, che al Mondiale bisogna pur arrivarci e per essere convocati è necessario accumulare minutaggio e fiducia. Quindi è forse giunto il tempo di prendere il coraggio a due mani e lasciarsi alle spalle questa tremenda disavventura.

 

 

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