Milan, week-end col brivido

Milan, week-end col brivido

Di Ignazio Castellucci. Il termine del 6 luglio per il rimborso dei 32 milioni a Elliott si avvicina. E una volta che sarà scaduto, tutto sarà più chiaro sulla situazione rossonera. Li e Commisso continuano a trattare e i modi per chiudere sono molti.

di Ignazio Castellucci

Il tema caldo di questo periodo nella vicenda del Milan è ovviamente la trattativa tra il sig. Li e Rocco Commisso. Le ramificazioni del giorno riguardano le prossime mosse dei due, nell’approssimarsi della scadenza per la restituzione ad Elliott dei 32 milioni versati dal Fondo al posto del sig. Li per un aumento di capitale della società rossonera, e l’analisi della solidità finanziaria di Commisso, messa in dubbio qualche giorno fa da un pezzo apparso su Business Insider.

COMMISSO È SOLIDO – Iniziamo dalla seconda: l’impero di Commisso vale qualche miliardo di dollari; è certamente vero che il gruppo è pesantemente esposto verso i suoi finanziatori, ma è anche vero che poter disporre di leve lunghe dal punto di vista finanziario – e cioè di finanziamenti molto elevati in rapporto alla capitalizzazione – normalmente significa proprio che il gruppo finanziato viene ritenuto solido, affidabile ed economicamente profittevole da parte del mondo bancario. Se anche il debito aggregato ammontasse a 2,6 miliardi di dollari, una profittabilità complessiva di 2-300 milioni di dollari per anno certo non sarebbe indice di crisi finanziaria, ma anzi di finanziamenti ben impiegati e produttivi di rendimenti attorno al 10% annuo: è abbastanza ovvio che molti finanziatori vogliano investire in un gruppo economico del genere; ed è noto a chiunque che l’imprenditore molto indebitato può essere in una situazione drammatica, ma può anche essere semplicemente un imprenditore in forte crescita. Molto indebitato o molto finanziato? A volte, basta cambiare una parola…

LA SITUAZIONE DI LI – La trattativa con Li è ancora in corso, ma pare di poter dire che il costo per Commmisso sarebbe attorno ai 500 milioni, subito o entro breve; somma certo finanziabile (a tassi inferiori a quelli dovuti da Li a Elliott in questo momento), per un gruppo del valore di 4 miliardi, certamente redditivo anche se indebitato per 2,6 miliardi, se serve a finanziare l’acquisto di una società calcistica di un certo valore. Sulle cifre e sulle prossime mosse del sig. Li e di Commisso: avevamo ipotizzato che il mancato versamento, il 23 giugno, dei 32 milioni dell’aumento di capitale fosse una mossa di Li per accelerare la trattativa sul doppio fronte di Commisso e dei Ricketts. In questi giorni si vocifera di un imminente restituzione dei 32 milioni da parte del sig. Li al fondo Elliott che li ha anticipati – come pure avevamo ipotizzato – come mossa contraria, per allungare i tempi e tener viva la trattativa non giunta alla conclusione sperata.

IL GIOCO DEI NUMERI – L’ultima offerta di Commisso in ordine di tempo dovrebbe consistere nell’accollo di tutti i debiti e l’impegno a finanziare l’operatività del club nella  prossima stagione con 150 milioni, a fronte del 70% della società – anziché del 100% inizialmente richiesto. Il sig. Li, però, vuole anche del cash per sé, come era prevedibile. Facciamo il gioco dei numeri “a schiovere”: il punto di caduta sarà dunque lì intorno, con un pagamento cash al sig. Li, certo inferiore ai 100 milioni, forse 30-60; magari pagati in tutto o in parte con un trasferimento interamente offshore, di cui non è detto che sapremo tutto. Forse con la quota di minoranza del sig. Li un po’ inferiore al 30%; accompagnata, potrebbe anche ipotizzarsi, da un piano di acquisto anche di quella quota entro un certo tempo, a condizioni in parte prefissate, e/o da altri accordi societari e parasociali a tutela degli interessi del sig. Li.

I 32 MILIONI – I modi di chiudere quest’operazione sono svariati, e alla fine i due dovrebbero mettersi d’accordo. Ove non si accordino tra oggi e domani, il sig. Li potrebbe versare nei prossimi giorni i 32 milioni per rilanciare e dar forza alla sua posizione nella trattativa con il businessman calabro-americano (o magari con i Ricketts, o con altri); come minimo li riotterrà poi con l’eventuale closing. Ove non si accordassero subito e il sig. Li non versasse i 32 milioni, si aprirebbe invece lo scenario della vendita giudiziale promossa da Elliott, con l’uscita di scena di Li Yonghong. tempi lunghi per il prosieguo ed esiti allo stato imprevedibili. Il termine per il versamento dei 32 milioni è quello di venerdì 6 luglio. Magari potremmo dover attendere lunedì per sapere se/chi/quando ha effettuato un bonifico; ma, insomma, siamo ormai molto vicini ad avere le idee un po’ più chiare sulla direzione che prenderà la transizione del club rossonero.

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