Milan, uno strano rapporto con il gol

Milan, uno strano rapporto con il gol

Il Milan conferma di avere uno strano rapporto con il gol: ne prende pochissimi, ma altrettanti ne realizza. Quanto basta per pareggiare troppo rispetto alle ambizioni.

di Redazione Il Posticipo

Milan, uno stranissimo rapporto con il gol: realizzati e subiti. Contro le grandi, poi, il problema, specialmente in fase realizzativa, si accentua. La sfida contro il Napoli sostiene la tesi: da quando Gattuso siede sulla panchina rossonera il Milan, in casa, ha mantenuto la porta inviolata contro Inter (due volte) e Napoli. In generale, la difesa è molto più impermeabile. Nelle ultime quindici partite di campionato, Donnarumma ha concesso solo dodici gol. E però, lì davanti non aiutano. Appena venti reti realizzate. Poco più di una a partita. Quanto basta, insomma per pareggiarne parecchie. A conti fatti, se il Milan subisce un gol, non va oltre il pari. Con due, invece, perde.

IMPERMEABILITÁ – La sfida con il Napoli lascia comunque in eredità una certezza: il Milan ha un’ottima organizzazione difensiva. Senza la coppia centrale titolare ha tenuto testa a uno degli attacchi più prolifici del campionato. Quel poco che ha concesso poteva essere fatale, ma fa parte del gioco, così come Donnarumma, che si esibisce in un miracolo a tempo scaduto. Ma che soprattutto è il primo a giovarsi di un impianto di gioco che regala certezze prima sconosciute. Il problema però non è nei gol presi, quanto in quelli realizzati.

STERILITÁ – Gattuso ha fatto di tutto: ha cambiato uomini, schemi e moduli ma non è riuscito a incidere nello score dei gol fatti. Clean sheet per il portiere avversario, come gli è successo spesso. Ben nove volte da quando allena il Milan. L’attenuante è che il Napoli vanta una delle migliori difese del campionato. Il pressing azzurro, molto alto e nella metà campo avversaria, taglia spesso i rifornimenti agli attaccanti avversati. Il Milan, però, è stato molto…collaborativo non creando mai grandi occasioni da gol.

COPERTA CORTA– Al netto dell’organizzazione tattica, la coperta resta comunque troppo corta. La squadra incompleta. Nessun calciatore, lì davanti, è davvero adatto. Cutrone è uno straordinario opportunista, ma non gli si può chiedere molto altro. Kalinic non è uno spaccaporte, più che altro un regista offensivo. Silva ha movimenti da attaccante puro, ma dopo i due gol in 180’ si è nuovamente eclissato. Inutile girarci intorno: a questa squadra serve un attaccante da venti gol a stagione. A trovarlo…

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