Milan, l’uscita di scena di Li e l’offerta di Commisso

Milan, l’uscita di scena di Li e l’offerta di Commisso

Di Ignazio Castellucci. Volge al termine l’esperienza di Li Yonghong al timone del Milan. E Rocco Commisso ha rotto gli indugi, lasciando trapelare di aver fatto la sua offerta per l’acquisto del club.

di Ignazio Castellucci

Volge al termine l’esperienza di Li Yonghong al timone del Milan. Negli ultimi mesi è divenuto chiarissimo a tutti come egli non fosse in grado di far fronte agli impegni finanziari assunti (ricordiamo il fallimento della sua finanziaria Shenzen Jie Ande), e come le sue difficoltà si sarebbero ripercosse anche sulla vicenda del Milan e della holding lussemburghese di controllo Rossoneri Sport Investment. Da mesi molti si interrogano su chi, alla fine, sarebbe entrato nella compagine per affiancare Li come socio inizialmente di minoranza, per poi acquisire il controllo del club. Il sig. Li ha sfoggiato la sua miglior poker face, d’altro canto, mantenendo il riserbo sulla sua exit strategy, anche con la stessa dirigenza del club.

L‘UEFA E IL RIMBORSO – Nel frattempo, l’UEFA si è preparata ad emettere una decisione probabilmente assai dura verso il Milan, attesa da un momento all’altro, per violazioni delle regole del FPF, degli impegni poi assunti dal Milan per il rientro nei parametri, nonché in generale per la sostanziale mancanza di chiarezza sulla solidità presente e futura della struttura finanziaria, societaria e aziendale del club. Gli eventi hanno avuto poi un’accelerazione: l’ultima tranche di 32 milioni di euro di un aumento di capitale deliberato da lungo tempo, che Li avrebbe dovuto versare entro la settimana appena trascorsa, non è stata versata; vi ha fatto fronte il Fondo Elliott, che dovrà però essere prontamente rimborsato (entro dieci giorni) pena l’avvio delle procedure per la vendita giudiziaria del Milan.

COMMISSO E RICKETTS – Nel frattempo, è notizia recente che il sig. Li sta trattando la cessione del Milan, contemporaneamente, su due fronti nordamericani: da un lato, con Rocco Commisso, americano di origini italiane patron dei Cosmos, con il supporto di Goldman Sachs; dall’altro, con la famiglia Ricketts, proprietaria della squadra di baseball dei Chicago Cubs, spalleggiata da Morgan Stanley. Come parte del prezzo, gli acquirenti dovrebbero certo versare subito i 32 milioni ad Elliott, e poi rimborsare il prestito dei 303 milioni fatto (parte al Milan, parte allo stesso Li Yonghong) lo scorso anno.

L’EPILOGO DI LI – Quale lettura dare di questi ultimi eventi? Da un lato, è finalmente chiaro che la transizione avviata con la cessione del club dalla Fininvest al sig. Li si avvia al suo epilogo. E però pare ancora di scorgere la resilienza del sig. Li, già vista in passato, nel modo in cui cerca di uscire da questa situazione difficile col massimo beneficio, o col minimo danno. Li ha dovuto rinunziare all’idea di una sua uscita di scena soft, graduale, con l’ingresso di un socio di minoranza e un periodo di transizione prima della sua uscita; ma tratta oggi su due tavoli contemporaneamente, avendo di fronte due famiglie imprenditoriali importanti e due tra le maggiori istituzioni finanziarie globali. Pare evidente l’intento di mettere i due possibili acquirenti in concorrenza fra loro, per spuntare le condizioni migliori.

ASPETTARE O COMPRARE SUBITO? – Al tempo stesso, pare anche chiaro che Commisso e Ricketts, e i loro partner o advisor finanziari, ben potrebbero attendere l’avvio della vendita da parte di Elliott; ma che preferiscono invece trattare oggi con Li Yonghong. Ipotizziamo i motivi di questa preferenza: la vendita da parte di Elliott avrebbe caratteri formali, dinamiche trasparenti e relativamente pubbliche gestite per vie legali, pubblicità; tempi molto più lunghi e probabilmente, alla fine, anche costi più alti. L’acquisto direttamente dal sig. Li forse permette più riservatezza, rapidità nella trattativa, meno obblighi di rivelare al mondo cifre e modalità dei pagamenti; possibilità, magari, di impiegare per l’operazione, da ambo i lati, casseforti familiari situate lontano dai riflettori – questo sarebbe certo un plus specialmente per il sig. Li, che presto o tardi potrebbe dover valutare seriamente un buen retiro in un qualche paradiso tropicale, visto che non gode di buona stampa in patria – fra fallimenti e sempre meno amici nelle sfere alte della politica – e che anche in Europa non ha brillato per risultati e per popolarità raggiunta.

MOSSA INTENZIONALE? – In questo senso, il default di Li sulla rata dell’aumento di capitale potrebbe essere stata una mossa intenzionale, strumentale rispetto a queste trattative in corso, per accelerarne la conclusione con lo spauracchio, fra dieci-quindici giorni, del subentro di Elliott che vanificherebbe le trattative in corso avviando procedure più formali, pubbliche e lunghe. Al tempo stesso, paradossalmente, il default di Li sulla rata di aumento del capitale, accelerando la trattativa per la vendita, potrebbe contribuire a tutelare il valore del club, che probabilmente subirà una flessione con la decisione dell’UEFA sulla sua ammissione o meno alla Europa League; ma che potrebbe poi risalire ove una rapida ristrutturazione finanziaria e sociale – credo impossibile in caso di una vendita attraverso le vie legali promossa da Elliott – fosse valutata positivamente dal Tribunale Arbitrale Sportivo di Losanna, che verosimilmente dovrà decidere sull’appello del Milan avverso la decisione dell’UEFA; e che potrebbe ridurre/commutare le sanzioni dell’UEFA riammettendo il Milan all’Europa League, ove fossero superati i problemi attuali di solidità e continuità aziendale societaria e finanziaria.

COMMISSO SI MUOVE – Ma l’orologio ticchetta inesorabile verso l’attivazione delle procedure legali per la vendita giudiziaria. E Rocco Commisso ha rotto gli indugi, lasciando trapelare di aver fatto la sua offerta per l’acquisto del club – da accettare entro 48-72 ore, prendere o lasciare – pare per 500 milioni di euro. Mancano dettagli e i conti potranno essere fatti a bocce ferme, ma pare evidente che si tratta di un valore inferiore al costo pagato complessivamente da Li, con l’aiuto di Elliott, poco più di un anno fa, quando il valore del club viaggiava intorno ai 740 milioni di euro; la stima del suo valore odierno fatta da Forbes si aggira sui 612 milioni.

PALLA A LI – Il dado è (quasi) tratto; magari ci saranno da aggiustare i dettagli, anche non tanto piccoli (per esempio, il mantenimento di una quota di minoranza in capo a Li Yonghong), dopo aver chiuso l’accordo di massima; ma Commisso pare aver deciso che il tempo è scaduto. Ora la palla è di nuovo a Li Yonghong, che da una parte potrebbe tentare di rilanciare, versando lui i 32 milioni a Elliott ed evitando così l’avvio delle azioni legali, e guadagnando ancora tempo per negoziare – con Commisso e/o con i Ricketts; ma che così facendo indebolirebbe la posizione del Milan nel contenzioso con l’UEFA e nel successivo passaggio al TAS. Vi terremo informati.

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