Milan, per Andrè Silva l’ultima esclusione?

Milan, per Andrè Silva l’ultima esclusione?

Andrè Silva lontano da Milano? Non è una ipotesi campata in aria. Il portoghese rischia di giocare poco e perdere il treno mondiale.

di Luigi Pellicone

Kalinic salta Milan–Lazio. E chi si attende Silva in campo è destinato a rimanere deluso. Gioca Cutrone. Per il portoghese spazio in Coppa Italia. L’operazione recupero ripartirà dal trofeo nazionale. Del resto Gattuso è stato chiarissimo: non ha dubbi sul talento del portoghese, ma gli preferisce Cutrone perchè ha già capito il calcio italiano. Silva troverà spazio, ma in seguito. Prima deve crescere, sopratutto a livello di testa. Quanto basta per far scattare al giocatore l’idea di lasciare Milano il prima possibile?

Silva vuole andare via?

Il paragone con Kluivert è assai indicativo. Anche l’olandese è stato un centravanti di raro spessore internazionale, ma non in Italia. Ecco perchè è suonato il campanello d’allarme. Se il portoghese è diventato la terza scelta rischia, anche in ottica mondiale. Un’ipotesi che non vuole neanche prendere in considerazione. E potrebbe valutare una cessione nelle ultimissime ore di mercato. Anche in prestito. L’importante è trovare una squadra che gli conceda fiducia e minutaggio. Mendes non ha problemi nel piazzarlo, ma prima è il caso di valutare il peso di questa ennesima bocciatura. In poche ore gli scenari possono cambiare. Basta un guizzo per trasformare una stagione anonima in una ripartenza. É anche vero però che restano meno di 72 ore per trovare una eventuale soluzione.

Un capitale disperso

Il Milan non vorrebbe andasse via anche perchè sarebbe un colpo tremendo al bilancio. Svendere Silva, o lasciarlo andare, significa bruciare 38 milioni di euro. Un capitale disperso e difficile da reperire. Non a caso l’operazione recupero prevede che il portoghese giochi la partita di Coppa Italia. É una questione di tempi e fiducia. Il problema è che, come ha dichiarato Gattuso, la maglia del Milan è pesante e adesso non si può sbagliare. Ringhio è chiaro. Il tempo degli esperimenti è finito, chi va in campo deve restituire con gli interessi la considerazione del tecnico. Non si aspetta più nessuno, neanche chi avrebbe dovuto essere la punta di diamante.

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