Gattuso esclude Kalinic: chi non lavora, niente convocazione

Gattuso esclude Kalinic: chi non lavora, niente convocazione

Il tecnico non convoca il croato per il Chievo per scelta tecnica. Lo ha visto svogliato in allenamento e ha deciso di lanciare un segnale alla squadra.

di Redazione Il Posticipo

Qualsiasi allenatore non apprezza particolarmente un calciatore che non si impegni allo stremo durante la settimana, ma se esiste qualcuno con cui battere la fiacca è assolutamente vietato, quello è Rino Gattuso. Il tecnico del Milan allena esattamente come giocava, con addosso quell’argento vivo che l’ha reso uno dei migliori mediani degli ultimi vent’anni. E se sa benissimo che non può aspettarsi da tutti i suoi giocatori la stessa quantità di impegno e di determinazione, di certo non vuole vedere attorno a sè calciatori che battono la fiacca. Neanche se sono costati venti milioni di euro e si chiamano Nikola Kalinic.

Per Kalinic non c’è spazio se non dà il 100%

Il fatto che il croato forse non avrebbe giocato contro il Chievo, non giustifica agli occhi del tecnico un allenamento senza intensità. E quindi arriva un segnale forte, all’attaccante ma anche a tutta la squadra. Atteggiamenti di questo tipo, con scarso impegno quando si sa che non si verrà schierati dal primo minuto, non possono essere tollerati. E quindi dal non giocare, Kalinic passa direttamente alla mancata convocazione. Scelta tecnica. La squadra di Maran, il numero 7 la vedrà dalla TV o, se proprio vorrà, dalla tribuna. Non c’è spazio nel Milan per chi non ci mette anima e corpo ogni giorno.

Il croato è ormai la terza scelta di Gattuso

Certo, non deve essere semplice per Kalinic, arrivato a Milano dopo un lungo corteggiamento, accettare questa situazione. Il “ragazzino” Cutrone gli ha tolto prima le sicurezze e poi la titolarità e ora pare proprio che Gattuso sia più propenso a schierare Andrè Silva accanto al numero 63 nelle prove di 4-4-2 del Milan attuale. Quasi naturale che la consapevolezza di essere ormai diventato una terza scelta possa aver portato il croato a mollare in allenamento, anche perchè a questo punto le probabilità di un addio a giugno sono vicine al 100%.

Nessuno può battere la fiacca a Milanello

Ma finchè vestirà la maglia rossonera, Kalinic sarà a disposizione di Gattuso, che gli chiede comunque il massimo impegno in ogni singolo allenamento, anche per tentare di risalire quelle gerarchie che ormai lo vedono lontano dal campo a meno di imprevisti altrui. E l’allenatore pretende che tutti, dal campione consacrato al ragazzino della primavera, sudino sette camicie durante la settimana. Il croato l’ha imparato nella maniera più dura (anche se non ci sono stati scontri, come ci si poteva aspettare da un carattere fumantino come quello del tecnico). Ora lo sanno anche gli altri. Non convocarne uno, per educare gli altri venti.

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