Milan: il punto della situazione

Milan: il punto della situazione

Di Ignazio Castellucci. Tra esclusione dalle coppe, offerte varie e recuperi del credito da parte di Elliott, ecco i possibili scenari per il futuro (prossimo e non) della società rossonera…

di Ignazio Castellucci

L’UEFA si è espressa: un anno di esclusione dalle competizioni europee, senza altre sanzioni pecuniarie o prescrittive. L’offerta di Commisso di pochi giorni fa, che doveva essere l’ultima, non è stata accettata. La trattativa pare continuare, come ormai da un po’ di tempo a dispetto di ripetuti penultimatum e ultimatum. Li Yonghong può ancora traccheggiare qualche giorno e, se trova i 32 milioni, allungare ancora il brodo fino a dopo l’estate. E quindi? Qual è l’impatto della pronuncia di Nyon sulla trattativa per la vendita del club?

LA SITUAZIONE – Secondo Business Insider Commisso ha offerto al Sig. Li la somma di un centinaio di milioni, oltre all’accollo dei 303 milioni dovuti a Elliott e ai 32 da restituire nei prossimi giorni, in cambio del 70% del club, più o meno. La possibile escussione del pegno da parte di Elliott nelle prossime settimane potrebbe portare alla messa in vendita del club a un prezzo oscillante tra i 400 e i 450 milioni; e pare che i Ricketts, che avrebbero quindi abbandonato il tavolo di Li Yonghong, ora preferiscano ipotizzare l’acquisto per questa via.

LI CI PERDEREBBE – Il Sig. Li, che di milioni ne ha tirati fuori – fra caparre, rate, debiti e aumenti di capitale è ormai anche difficile tenere i conti – oltre 600, di cui 303 ricevuti da Elliott e gli altri reperiti in vario modo, certo ne riceverebbe un brutto colpo. A lui tornerebbero, dopo la vendita giudiziale, i pochi milioni restanti dopo aver detratto dal prezzo di vendita i 303 milioni con interessi dovuti a Elliott, le spese legali associate al procedimento, e eventuali altri costi o penali che non possiamo conoscere ma che possiamo ipotizzare associati agli accordi di un anno fa tra Elliott e il Sig. Li: diciamo 100 milioni a fronte di oltre 300 milioni spesi.

MEGLIO ACCETTARE L’OFFERTA DI COMMISSO… – Se così fosse, al Sig. Li converrebbe comunque vendere presto accettando l’offerta di Commisso ed evitando l’escussione del pegno: recupererebbe subito una parte del suo investimento, cash, pari più o meno (forse più) a quanto gli resterebbe dopo la vendita giudiziale. E manterrebbe una quota di minoranza che avrebbe comunque un valore fra qualche tempo: in caso di sana gestione e di buoni risultati futuri, magari con quotazione in borsa della società, la sua quota di minoranza potrebbe portarlo nel giro di qualche anno (diciamo tra due e cinque anni, a seconda di come andranno le cose, anche se sono numeri detti tanto per) al quasi totale o totale recupero dell’investimento iniziale.

…E A COMMISSO CONVIENE COMPRARE ORA – Rocco Commisso deve aver fatto più o meno un ragionamento del genere, nel fare la sua offerta. A lui comunque non cambia nulla, ora. Acquistare il 100% della società o acquistarne il 70-80%: ai fini del controllo è lo stesso, e ciò che manca potrà essere acquistato da Li nel prosieguo. Il minor valore della quota sarà compensato dalla possibilità di una rapida chiusura dell’operazione senza l’intervento di Elliott e del Tribunale lussemburghese che sarebbe competente per la vendita giudiziale. Tribunale in cui Commisso potrebbe trovarsi coinvolto in un gioco al rialzo con i Ricketts, che alla fine porterebbe probabilmente alla vendita del 100% delle azioni a un prezzo comunque superiore al prezzo base ipotizzato. E in cui sarebbero applicabili tutt’altre regole e costi maggiori, dovuti alle regole lussemburghesi ed europee, legate alla alla titolarità e tracciabilità dei flussi finanziari, alla distribuzione del ricavato dalla vendita giudiziale, etc. La trattativa privata condotta negli Stati Uniti darebbe certo minori costi e maggiore flessibilità operativa sia a Commisso cheal sig. Li, lasciandoli anche molto più liberi di impiegare le rispettive casseforti personali e familiari per gestire l’operazione. I Ricketts, che evidentemente non vogliono più trattare con Li o non possono offrirgli condizioni migliori di quelle di Commisso, si sono invece riposizionati proprio sull’opzione giudiziale, ancora possibile (anche se secondo me meno probabile).

ESCLUSIONE DALLE COPPE – La mancata partecipazione all’Europa League può significare per il Milan minori entrate, fra diritti pagati dalla UEFA e ricavi al botteghini, per non meno di una decina di milioni in caso di eliminazione relativamente precoce, e fino a una trentina o poco più in caso di arrivo in finale – lo scorso anno il Milan, eliminato agli ottavi, in Europa League ha incassato solo per biglietteria e per bonus risultati pagato dall’UEFA, circa 14 milioni, secondo Calcio&Finanza. L’appello al TAS potrà cambiare la decisione di Nyon, ovviamente; e probabilmente la cambierà un poco ove vi sia già stato il passaggio di mano del club; ma questo fattore tutto sommato non pare preponderante rispetto a tutte le altre variabili in gioco, se non come bargaining chip in un gioco assai più articolato.

RIVALSA SUI PROPRIETARI PRECEDENTI? – Un aspetto interessante di tutta questa vicenda di giustizia sportiva è che le sanzioni sono legate ad aspetti censurabili non della gestione del sig. Li, ma di quella anteriore: rimane quindi una possibilità per Li Yonghong, comunque vada, di valutare la possibilità di svolgere qualche azione di rivalsa ove le magagne del club gli fossero state tenute celate dalla Fininvest, o comunque gli fossero in qualche modo sfuggite senza sua colpa durante la due diligence fatta sul club prima dell’acquisto. Non possiamo conoscere dettagli del genere, ma ipotizzando un danno da sanzioni pari a qualche decina di milioni, il sig. Li potrebbe tentare di recuperare anche da quel lato una piccola parte delle sue perdite, magari con un veloce accordo a stralcio.

Commisso e Li sono due persone pratiche, con le idee chiare, e in una situazione ormai abbastanza chiara. E’ solo questione di mettere a sistema tutte le variabili e i coefficienti, che loro certamente conoscono, e trovare il punto di caduta. Accadrà nei prossimi giorni? accadrà dopo il 10 luglio, previa restituzione a Elliott da parte di Li dei 32 milioni versati per l’aumento di capitale, e dopo altri round di trattative? Io credo che alla fine troveranno un accordo. Salvo imprevisti, ovviamente.

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