Il Milan vede rosso: più che un Diavolo, sembra un toro

Il Milan vede rosso: più che un Diavolo, sembra un toro

Sei espulsioni in stagione per il Milan, quattro nelle ultime cinque trasferte. Va bene la grinta stile Gattuso, ma alla lunga i rossi rischiano di costare caro.

di Redazione Il Posticipo

Va bene essere a immagine e somiglianza del proprio allenatore. E senza ombra di dubbio l’iniezione di grinta portata a Milanello da Ringhio Gattuso ha cominciato a far vedere i risultati sperati, con una squadra che ha messo in cascina undici punti nelle ultime cinque partite. Il Milan però ha evidentemente un problema, che recentemente si è palesato abbastanza nettamente. La squadra…vede rosso con troppa facilità, e nelle ultime settimane si è lanciata in vetta alla speciale classifica delle espulsioni con un sonoro numero sei. Doppi gialli, rossi diretti, gli uomini di Gattuso non si fanno mancare nulla. E soprattutto, hanno qualche difficoltà a finire in undici le trasferte.

Sei espulsioni, record stagionale

Facciamo un po’ di conti in tasca (anzi, nel taschino dell’arbitro) ai rossoneri. Delle sei espulsioni rimediate finora, due sono state per rosso diretto e quattro per doppia ammonizione. Stessa identica ripartizione per quel che riguarda…gli allenatori, nel senso che due provvedimenti sono arrivati durante il regno di Vincenzo Montella e ben quattro sotto la guida di Rino Gattuso. Un dato che già aiuta a sottolineare l’eccesso di grinta a cui la squadra di Ringhio sembra essere particolarmente soggetta. E i giocatori del Milan si stanno specializzando nell’andare sotto la doccia nell’ultimo terzo di partita, proprio quando farebbe comodo essere in parità numerica onde evitare di subire troppo il ritorno dell’avversario.

Il Milan non ha mai perso per colpa di un rosso

Volendo analizzare l’impatto delle espulsioni subite sui risultati, salta agli occhi subito un dato. Il Milan non ha mai perso per colpa di un cartellino rosso. Nelle sei partite terminate in dieci, il Milan ha comunque raccolto sei punti, frutto di una vittoria (contro il Cagliari), tre pareggi (Genoa, Benevento e Udinese) e due sconfitte (Roma e Verona). Sconfitte che comunque non sono state decretate dai cartellini, dato che sia Calhanoglu che Suso sono usciti dal campo a risultato ampiamente compromesso. Alla Sardegna Arena il fortino ha tenuto per i dieci minuti necessari dopo il doppio giallo per Rodriguez, mentre contro il Genoa, nonostante la doccia anticipata per Bonucci per la manata a Rosi, il punteggio non si è mosso a sfavore dei rossoneri in inferiorità numerica.

Quattro punti lasciati per strada

Come è invece accaduto ad Udine, quando per la quarta volta nelle ultime cinque trasferte il Milan si è ritrovato in dieci. Doppio giallo per Calabria, che ingenuamente lascia i compagni i difficoltà e permette ai friulani di lanciarsi verso la porta di Donnarumma e pareggiare ad un quarto d’ora dalla fine. Non è il primo caso del genere, perchè anche all’esordio del Milan targato Gattuso, nell’ormai leggendario pomeriggio di Benevento, Romagnoli ha abbandonato il campo per doppia ammonizione al minuto 75 e all’ultimo respiro Alberto Brignoli si è iscritto al club della leggenda. A conti fatti, quattro potenziali punti in più, che avrebbero catapultato i rossoneri davanti alla Samp e a sei punti dall’Europa che conta. Un dato su cui riflettere per Ringhio, che forse dovrebbe incitare i suoi ad essere meno irruenti. Anche se forse il suo non è esattamente il pulpito migliore da cui fare una predica.

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