Craxi: “Milan senz’anima, indispensabile dichiarare lo Stato di Crisi”

Craxi: “Milan senz’anima, indispensabile dichiarare lo Stato di Crisi”

Di Bobo Craxi. Il Milan, partito per essere nuovamente grande, fallisce clamorosamente nella notte dell’Olimpico ed è oggi senza un’anima, dentro e fuori dal campo. Gattuso non basta più.

di Bobo Craxi

Il giorno dopo, il tormento milanista è pensare a cosa sia possibile salvare dalla serata incubo dell’Olimpico. Innanzitutto il fatto di esserci arrivati, anche se per una squadra così blasonata francamente non è sufficiente. Forse il primo tempo, ma questo è un argomento che può essere usato per una partita di campionato e non per una partita secca. Si salva la nostra generosa curva di tifosi, i quali, emigrati nella rivale Curva Nord dell’Olimpico, hanno sportivamente mantenuto un contegno nonostante la disfatta.

FINALI – Purtroppo, a dare retta alla cabala ed ai maledetti proverbi, nella serata di ieri è prevalso il “non c’e due senza tre”. È la terza finale giocata a Roma negli ultimi venti anni ed il Milan ha sempre perso. Così come a cavallo fra il ‘67 ed il ’73 il Milan aveva sempre vinto, battendo Padova, Napoli e appunto la Juve. Ma quella di ieri era troppo forte per una squadra ancora cantiere come il Milan. Sorprende tuttavia lo schianto quasi emotivo che ha coinvolto gli undici rossoneri, che si sono trovati improvvisamente immaturi. Persino la panchina non sembrava più quella che aveva saputo affrontare a viso aperto i bianconeri a Torino. È uscita impietosamente la differenza di acume nella capacità di essere squadra ed anche la vistosa differenza di qualità dei singoli.

DONNARUMMA – Un capitolo a parte meriterebbe il naufragio di Donnarumma. A poco vale sostenere che il calcio è fatto di errori, il tema è che di errori se ne può concedere uno, due di fila diventano una patologia che infatti verrà fatta valere nella logica del mercato. Di Buffon probabilmente potrà ereditare una certa spavalderia fuori dal campo, ci auguriamo non l’abilità italica nel pretendere dagli arbitri pesi e misure adatte solo per sé. Certo non appare oggi quello che si è detto troppo prematuramente, ovvero il suo erede sportivo.

DECLASSAMENTO – Naturalmente a caldo possono essere prese per valide le considerazioni di chi vuole voltar subito pagina e guardare al prossimo ultimo appello di sabato, Bergamo. Ma i progressi della squadra guidata da Rino Gattuso hanno sbattuto contro gli scogli insormontabili di squadre che oggi come oggi sono distanti dalla portata del Milan e questo non può essere di nessuna consolazione per un tifoso rossonero. I quasi dieci anni senza vittorie del club italiano che detiene il maggior numero di titoli internazionali significano una condanna ad un declassamento che rischia di essere troppo prolungato. In realtà, anche grandi club alla stregua del Milan hanno vissuto analoghi periodi di glaciazione, Real Madrid in testa. Altri sono addirittura spariti dai palmares internazionali come l’Ajax o il Benfica, ma sempre trovando nei tornei nazionali il proprio girone consolatorio.

CRISI – Il Milan, partito per essere nuovamente grande, si fa distanziare e umiliare nella notte dell’Olimpico da una squadra per giunta allenata dall’allenatore che fu proprio valorizzato a Milano ma che trovò incredibilmente un San Siro ostile ed una proprietà dell’epoca frettolosamente desiderosa di cambiamenti, rivelatisi tra l’altro non all’altezza. Il problema che si presenta ora è assai delicato: un Milan declassato non farà gola a nessun potenziale compratore. La ricerca di un ulteriore magnate orientale in capo al fondo Elliott determinerà la netta convinzione che il club, alla stregua di una grande marca internazionale, conserverà il nome ma è destinato a perdere l’anima, che è un aspetto fondamentale di tutte le società. Il Milan è oggi senza un’anima, dentro e fuori dal campo. Il solo Rino Gattuso non è più sufficiente. Per questa ragione la sconfitta di ieri aiuta a capire meglio che è indispensabile dichiarare lo Stato di Crisi. E, come si vede, in un modo o in un altro le crisi si superano con governi di responsabilità o con le elezioni. Le maggioranze raccogliticce, sfuse e senza anima presto o tardi presentano il conto. Al Milan è già stato presentato, all’Italia mi auguro più tardi possibile…

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