Calhanoglu, per tenere la dieci devi andare al…Max

Calhanoglu, per tenere la dieci devi andare al…Max

Il turco ha molto migliorato il suo rendimento rispetto all’era Montella, ma non basta. Per evitare sorprese indesiderate dal mercato di giugno c’è bisogno di cambiare passo da molti punti di vista.

di Redazione Il Posticipo

Quando Hakan Calhanoglu ha fallito la più semplici delle occasioni contro la Lazio, sono tornati i mugugni. Il solito, inconcludente Calha, il talento arrivato dalla Germania per una cifra importante, ventidue milioni, che lo rendono uno degli acquisti più costosi dello scorso mercato del Milan. Il turco non ha convinto, anzi, all’inizio ha irritato parecchio la tifoseria per una incostanza para al talento, che comunque resta innegabile. Durante la gestione Montella il numero 10 rossonero, almeno numericamente erede designato di campioni come Rivera e Savicevic, tanto per nominarne due, sembrava più fuori che dentro al progetto tecnico, al punto che per lui si parlava addirittura di un addio a gennaio.

Calhanoglu ed il peso della numero 10

Poi è arrivato Gattuso, che ha cominciato un processo di recupero soprattutto mentale del calciatore, le cui indubbie doti secondo il tecnico vengono a volte oscurate da una testa non sempre presente a se stessa. L’accoppiamento tra un giocatore incostante e a volte quasi volatile e un martello come Ringhio sembrava promettere scintille, ma invece, un po’ a sorpresa, tra i due è sbocciato l’amore. Ed il turco pare davvero essersi sbloccato, guadagnandosi la fiducia dell’ambiente e del tecnico, avvalorando la tesi che quella maglia così simbolicamente importante magari non gli sta ancora a pennello, ma pian piano gli può andare molto meno larga di quanto potesse sembrare. Basta? Assolutamente no.

Max Meyer, il possibile rivale

Almeno a guardare i movimenti di mercato per il prossimo giugno, con Mirabelli sempre molto forte su Max Meyer, ventitreenne anche lui proveniente dalla Bundesliga, per la precisione dallo Schalke 04. Una preoccupazione, seppur minima, per Calhanoglu, che nel tedesco non può non vedere un possibile rivale o, addirittura, un sostituto. Del resto il Milan si era mosso per il trequartista anche durante l’estate, proprio in concomitanza con la trattativa per il turco, che alla fine l’ha spuntata anche in virtù della maggior esperienza continentale acquisita tra Bayer Leverkusen e nazionale. Ma il fatto che si stia tornando alla carica per il calciatore dello Schalke, che sulla maglia non avrà il numero 10 ma come mansioni ricopre lo stesso ruolo del milanista, significa che Calhanoglu non può dormire sugli allori.

Blackout evitabili?

Anche perchè, a parte qualche fiammata, il vero Calhanoglu non si è ancora visto. Niente punizioni, pochi tiri da lontano o intuizioni geniali. Il miglioramento dello standard rispetto alla disastrosa era Montella non deve trarre in inganno. Non basta, soprattutto perchè per una squadra che ora si basa molto sul collettivo e poco sulle individualità, alle prestazioni estemporanee si preferisce continuità di rendimento, quella che il turco non riesce ancora a garantire. Certo, i blackout sono diminuiti, ma continuano ad esserci. Ed il timore è che non siano indotti, ma endemici. A Milanello stanno cercando di capire se il Bayer Leverkusen ha fatto bene ad arrendersi sul numero 10, considerandolo incollocabile. Sta a Calhanoglu dimostrare che si sono sbagliati. E per questo sia lui che il Milan dovranno andare…al Max. Altrimenti, sarà Max ad andare al Milan.

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