Messico, Layun protesta contro Trump: “Fate qualcosa per i bambini in gabbia”

Messico, Layun protesta contro Trump: “Fate qualcosa per i bambini in gabbia”

Una parte del Messico vola sulle ali dell’entusiasmo, un’altra piange dentro ad una gabbia. Layun, protagonista al Mondiale con la maglia del Tricolor, prende di mira le nuove norme sull’immigrazione con un tweet rivolto a Trump.

di Redazione Il Posticipo
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Il Mondiale delle sorprese. Tra tutte le partite giocate fino ad ora, una ha completamente ribaltato i pronostici: Messico-Germania. Una vittoria inaspettata e soprattutto meritata per i messicani, in grado di tenere testa e spesso sottomettere i campioni del mondo in carica, sciupando più di un’occasione per arrotondare il punteggio. Un avvio di competizione perfetto per El Tricolor, con nessun calciatore in campo sotto la sufficienza. Tra i tanti profili, spicca quello di Layun, in campo per novanta minuti nell’esordio del Mondiale; uno degli instancabili di Juan Carlos Osorio, in grado di non perdere mai di vista la fase difensiva, continuando, però, a supportare le ripartenze messicane. Il centrocampista del Siviglia, smaltita l’euforia per la vittoria, si è poi reso protagonista su Twitter, toccando argomenti molto più delicati, con un tweet rivolto a Donald Trump.

TWEET – “Queste immagini mi rattristano, mi fanno male. Non sono nessuno per giudicare, né ho nessun tipo di potere, solo voglio chiedere PER FAVORE, alle persone che hanno la capacità ed il potere di parlare, vi SUPPLICO, fate qualcosa, i bambini non sono responsabili di quello che sta succedendo, che non soffrano più”. Parole che fanno da sfondo ad una foto di un bambino dentro una gabbia, separato dai genitori, seguendo le nuove norme sull’immigrazione verso gli Stati Uniti. Una foto che non può passare inosservata, ma un tweet educato, che prende di mira, ovviamente, le scelte politiche di Trump. E che è il simbolo della protesta del popolo messicano.

MESSICOvsUSA – Lo sport, poi, è il palcoscenico perfetto per prendersi delle rivincite difficili da ottenere in altri ambiti. Nel calcio è successo diverse volte, tra qualificazioni mondiali e partite della Gold Cup tra Messico e Stati Uniti. Ma l’esempio più divertente, probabilmente, riguarda il pugilato. Vargas (messicano) contro Salka (statunitense), quest’ultimo con dei pantaloncini con scritto “America 1st’, a far da sfondo un muro. Facile capire il pensiero politico del pugile, altrettanto semplice immaginare come il tutto abbia caricato Vargas, uscito vincente dall’incontro, con l’angolo di Salka pronto a gettare la spugna al settimo round, vedendo il pugile troppo confuso per continuare. E la partita, anche se gli USA non sono in Russia…continua anche al mondiale.

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