L’incomprensibile immobilismo delle big nel mercato di gennaio

L’incomprensibile immobilismo delle big nel mercato di gennaio

Di Maurizio Compagnoni. Juventus e Lazio non avevano bisogno di intervenire sul mercato, ma c’è molto da discutere invece sulle scelte delle altri grandi della Serie A.

di Maurizio Compagnoni

È vero che il mercato di gennaio difficilmente regala grandi colpi in Italia, però questa volta l’immobilismo di molte grandi lascia perplessi. Ovviamente non mi riferisco alla Juventus che non aveva bisogno di intervenire, rimandando alla sessione estiva l’arrivo di un paio di pezzi da novanta. E nemmeno alla Lazio, che sta andando oltre le previsioni, ha recuperato giocatori importanti e non aveva bisogno di correttivi. Ma sull’immobilismo delle altre c’è tanto da discutere.

Il caso più clamoroso è quello del Napoli. È in vetta alla classifica, la squadra sta facendo un campionato straordinario e Sarri aveva semplicemente chiesto un esterno di attacco che potesse dare il cambio a Callejon e Insigne. Magari la società non è stata fortunata con Younes, che sarebbe arrivato subito per poi rimandare a luglio a causa di problemi personali. Ma i lunghi corteggiamenti a Verdi e Politano, che non hanno portato alla firma, suscitano dubbi sulla capacità della società di operare sul mercato. Per la verità stupisce anche il muro alzato dal Sassuolo. Con tutto il rispetto per l’ottimo Politano, rifiutare 28 milioni è difficile da comprendere.

Con 28 milioni da spendere il Napoli avrebbe potuto sbizzarrirsi sul mercato internazionale. Ma a parte Younes, nessun giocatore è stato trattato. Ed ora, partito Giaccherini, Sarri si ritrova il solo (talentuoso ma acerbo) Ounas come alternativa agli esterni titolari. Basta un raffreddore per mettere in difficoltà l’allenatore.

L’Inter è prigioniera del fair play finanziario. Resta da capire perché questi paletti siano rigidi solo con l’Inter mentre all’estero molti club spendono e spandono. D’accordo, gli introiti commerciali da quelle parti sono elevatissimi ma le perplessità (viste le cifre) restano. Spalletti aveva forte necessità di alzare la qualità a centrocampo, di trovare un giocatore che aiutasse di più Icardi. Con pochissimi soldi era quasi impossibile trovare un giocatore da Inter. La società aveva provato addirittura a monetizzare con Pinamonti. Il rifiuto del giocatore di andare al Sassuolo ha evitato quello che probabilmente sarebbe stato un colossale errore. All’Inter avrebbero fatto comodo i 28 milioni spesi in estate per Dalbert. Operazione fallimentare. Con quei soldi sarebbe arrivato Pastore.

La Roma ha fatto un altro mercato stravagante. Alla fine Dzeko è rimasto. Per carità, dal punto di vista finanziario, sarebbe stata un’ottima operazione: mega plusvalenza con un giocatore di quasi 32 anni. Ma lasciar partire Dzeko avrebbe significato abdicare al progetto di entrare in Champions. Il mercato della Roma è quasi impossibile da capire: vende tanto e poi riversa vagonate di milioni su giocatori che si immalinconiscono in panchina. Ha perso Salah per una cifra bassissima, guardando quello che accade nel mercato della Premier League, e non ha trovato un sostituto all’altezza. Non solo, a gennaio neanche ha provato a prendere uno che potesse giocare in quella posizione. E’ arrivato il carneade Silva, come riserva di Kolarov. Davvero poco.

Il Milan non si è mosso. E sì che avrebbe bisogno di rinforzi ma è noto a tutti che in questo momento la società ha problemi diversi: il rifinanziamento del debito. Dopo le spese pazze dell’ultima sessione estiva i fuochi di artificio, almeno per il momento, sono finiti. Ci sarebbe da discutere su molte scelte estive ma non è questo il momento.

Delle altre c’è qualche buon colpo da segnalare: il Sassuolo potrebbe essere terreno fertile per la vena realizzativa di Babacar, sempre che l’ex viola si liberi di una fastidiosa indolenza in campo. Mi intriga l’arrivo a Crotone di Moussa Dyaby, classe ’99, talento puro in prestito dal PSG. In chiave salvezza importante anche l’arrivo di Kurtic alla SPAL. Fatico a caprie perché il Cagliari abbia anticipato il ritorno alla base di Han che rischia di non giocare mai, chiuso da Farias e Joao Pedro. La Fiorentina continua a fare plusvalenze. Ma visto come sono stati spesi i soldi nelle ultime due sessioni di mercato, forse è meglio così. Il Benevento continua a rivoluzionare la squadra. Ammirevole la determinazione della società, ma gli errori del mercato estivo non sono semplici da correggere.

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