Mendy racconta il “suo” Bielsa: “Un genio, ma se un assistente sbaglia a posizionare un cono in allenamento…”

Mendy racconta il “suo” Bielsa: “Un genio, ma se un assistente sbaglia a posizionare un cono in allenamento…”

Loco è Loco e su questo punto non è che ci siano troppe discussioni. Marcelo Bielsa è un allenatore decisamente sui generis, come dimostra la sua carriera. E ad essere sottoposti al suo particolarissimo regime non sono solo i calciatori, ma persino…il suo staff!

di Redazione Il Posticipo

Loco è Loco e su questo punto non è che ci siano troppe discussioni. Marcelo Bielsa è un allenatore decisamente sui generis, come dimostra la sua carriera. Tante piccole e grandi follie che hanno contribuito, assieme al gioco delle sue squadre, a creare la leggenda del tecnico argentino. Gli ultimi sottoposti al suo regime sono i calciatori del Leeds, che ormai stanno ben assorbendo…la locura. Da 2-0 a 2-3 in 45 minuti, una rimonta clamorosa da parte della squadra di Bielsa, che ora si staglia al primo posto in Championship a metà percorso.

CONVOCAZIONI – E visto che il Loco è l’uomo del momento, riportate da AS arrivano le dichiarazioni di un…campione del mondo. Benjamin Mendy, ora al Manchester City, è stato sottoposto alla cura Bielsa ai tempi del Marsiglia e non smette di elogiarlo. Anche se ha qualche aneddoto curioso da raccontare. Come quello che dimostra in pieno quanto la leggendaria attenzione ai dettagli del Loco corrisponda a realtà. “Ci ha migliorato molto a Marsiglia. E anche il modo con cui lavora con il suo staff è importante. Se ti dice di posizionare un cono a dieci metri e tu lo metti a undici, c’è il rischio che tu non venga convocato per la partita successiva. E parlo dello staff, anche loro devono lavorare bene durante la settimana per…essere convocati. Proprio come i calciatori”.

SOLO UN DOTTORE – Una regola ferrea, al punto che la prima partita del Marsiglia di Bielsa diventa quasi…tragicomica. “Il primo match della stagione era un’amichevole. Ci siamo presentati solo con un dottore. Non c’era vice allenatore, nessun preparatore, niente di niente. E alla fine non c’era nessuno nella nostra panchina che parlasse francese, perchè nessuno aveva lavorato abbastanza bene prima della partita”. Ma nonostante la follia, Mendy adora il Loco. “Come Guardiola, lui rispetta il calcio ed è un modo di intenderlo davvero geniale. Mi ha aiutato molto e i suoi consigli mi sono utili ancora adesso”. Anche se la disciplina, come può testimoniare Pep, non è esattamente il punto forte del francese.

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