La McLaren color papaya: bruttina, ma in buona compagnia…

La McLaren color papaya: bruttina, ma in buona compagnia…

La McLaren color papaya è un ritorno al passato. E non per forza negativo. Non sempre brutta significa anche perdente. Anzi…

di Luigi Pellicone

La McLaren…color papaya? Beh, un ritorno al passato, precisamente agli anni 60, quando la monoposto di Woking si presentò ai nastri di partenza del mondiale con un colore arancione che richiamava il frutto esotico. Al netto della livrea, l’importante è cosa contenga. E per la prima volta dopo tanti anni, sembra che la power unit sia all’altezza. Al punto che Fernando Alonso non è esattamente di manica larga nel formulare giudizi positivi ha espresso fiducia sulle potenzialità della nuova monoposto, a quanto pare già destinata a passare alla storia della massima competizione motoristica per il colore perlomeno particolare. Ma è comunque in buona compagnia.

La Force india rosa

La force India rosa

La Force India è rosa dal 2017 e al netto dei sorrisi suscitati, ha fatto piangere parecchie case costruttrici. Il cambio di colore gli ha portato parecchia fortuna, anche se l’affidabilità se l’è conquistata in pista. Un quarto posto nella classifica costruttori per il secondo anno consecutivo, a dispetto dell’incapacità cronica di andare a podio. Il rosa è un colore delicato, ma la Force India è un carrarmato capace di mettere in fila ventisette gran premi consecutivi senza l’ombra di un ritiro.

La Toro Rosso del 2014

La toro Rosso del 2014
Altrettanto colorata, ma molto meno fortunata, la Toro Rosso del 2014. Una stagione anonima, con Vergne e l’allora esordiente Kvyat che furono in grado di lottare solo in rari casi per i piazzamenti a punti e comunque costretti a guidare una monoposto poco competitiva. L’unico risultato di spessore è il quinto posto nella griglia di partenza ad Abu Dhabi. Vergne riesce comunque a conquistare ventidue punti. Gli altri otto li porta in dote Kvyat e la scuderia si piazza al settimo posto della classifica costruttori.

La Benetton b188

La b188 terza nel mondiale costruttori del 1988
Anche la Benetton del 1988 mostra una livrea discutibile. Decisamente troppa mescolanza fra il verde e il resto. Un arlecchino, forse un po’ pacchiano, ma senza dubbio veloce. La B188, affidata a Boutsen e Nannini, centra un’ottima stagione. Dietro una McLaren imprendibile, se la gioca alla pari con la Ferrari, centrando sette podi, e si piazza al terzo posto nel mondiale costruttori. Nel 1989 la macchina è impegnata ancora e centra un altro podio.

La Ferrari più brutta, ma anche la più amata

La Ferrari campione del Mondo del 1979
Se invece la McLaren vuole un esempio davvero positivo, esistono macchine brutte, veloci e vincenti. Una in particolare, nei cuori dei ferraristi. La Ferrari 312 è una delle macchine esteticamente meno riuscite ma Mauro Forghieri ha badato, eccome, al sodo. Le ragioni aerodinamiche hanno spinto a una scelta estrema ma vincente. Nel 1979 Scheckter la conduce al traguardo mondiale centrando, fra l’altro, la prima storica doppietta a Monza nel circuito di casa, e capace di vincere altre due gare l’anno successivo.

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