Massimo Maccarone, da Big Mac a eroe dei due mondi

Massimo Maccarone, da Big Mac a eroe dei due mondi

Dai campi della Serie A alla Australian League, la storia non cambia: date il pallone a Massimo Maccarone e lui non vi deluderà.

di Redazione Il Posticipo

Il ruggito della squadra di Brisbane, che del resto non si chiama certo Roar per caso, ha un volto conosciuto per noi italiani. Dopo Alex Del Piero, un altro grande vecchio del pallone tricolore se ne è andato dall’altra parte del mondo e ci ha messo davvero poco a prendersi i riflettori. Ma insomma, un…Big Mac piace più o meno a tutti. E Massimo Maccarone in Australia piace eccome, soprattutto ai tifosi arancioni, che hanno trovato una nuova macchina da reti capaci di trascinarli ai playoff di Australian League. Per carità, arrivare sesti su dieci squadre non sarà un’impresa da raccontare ai nipotini, ma la stagione di Macca forse sì.

Maccarone, una lunga e prestigiosa carriera

Maccarone completa il trio degli italiani…down under, assieme a Marco Rossi, vivaio Parma e colonna dei neozelandesi Wellington Phoenix, e a Iacopo La Rocca, una vita nelle giovanili della Lazio e poi una lunga carriera nelle serie minori che lo ha portato alla fine ad accasarsi in Australia, prima a Sydney, poi ad Adelaide e infine a Melbourne. Ma, con tutto il rispetto per gli altri due alfieri del tricolore in terra australe, nulla di paragonabile alla carriera di Big Mac, quasi trecento presenze e settantanove gol in Serie A, oltre a due cap in nazionale. Una carriera che probabilmente sarebbe terminata ad Empoli, se non fosse stato per quella retrocessione che ha segnato il suo rapporto con la tifoseria.

Big Mac sa ancora fare la differenza

Ma anche alla soglia dei quarant’anni, il campo non si può abbandonare così. Serve un posto per ricominciare, per una nuova straordinaria avventura. E dato che l’inglese è buono, frutto di quattro stagioni a Middlesbrough, una storia iniziata bene ma poi terminata tra le polemiche con McLaren, perchè non provare qualcosa di totalmente lontano dal calcio italiano? Lontano in tutti i sensi, perchè a dieci ore di fuso orario (ora più, ora meno) si gioca anche in maniera un po’ diversa. Campionato competitivo eh, ma niente a che vedere con lo stress della Serie A. E soprattutto, un luogo dove la classe superiore di Big Mac può ancora fare parecchia differenza. Basterebbe chiedere alla difesa del Melbourne Victory, che prima è stata abbattuta da uno stop e tiro di pregevole fattura e poi attirata dalla protezione di palla del bomber, che ha servito su un piatto d’argento a un compagno il più facile dei gol.

Verso i playoff per superare Del Piero

A Brisbane, del resto, la Serie A qualcuno la conosce bene. John Aloisi, l’allenatore del club, ha un passato nel nostro campionato con la maglia della Cremonese. Che ha voluto fortemente Maccarone e l’ha anche difeso quando l’ex azzurro è incappato in uno stato di forma non eccellente. Dategli palloni migliori e Big Mac segnerà. Detto, fatto, due timbri nelle ultime due uscite ed una classifica che, vista la formula dell’Australian League, autorizza persino a sognare un po’. Del resto i playoff azzerano il passato e sono probabilmente il momento migliore per permettere alla classe e all’esperienza del bomber di Galliate di fare la differenza. Arrivare alla finale sarebbe un vero e proprio miracolo, qualcosa che non è riuscito neanche ad Alex Del Piero, che con il Sydney FC si è fermato ai quarti. Impossibile? Hold my beer, direbbero gli inglesi. Il che, vista la storica esultanza di Big Mac a Empoli con tanto di pinta, ci sta benissimo.

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