Maradona: “Messi come Patoruzù. Mbappè? Mi ricorda Caniggia…”

Maradona: “Messi come Patoruzù. Mbappè? Mi ricorda Caniggia…”

Maradona ha parlato a Canale Sur. Le parole riprese dal Clarin: el diez a tutto tondo, su Argentina, Messi, Mbappè e inizio di un ciclo.

di Redazione Il Posticipo

“Messi come Patoruzù”. Maradona ne ha per tutti. L’eliminazione non gli è andata giù e condanna senza appello la nazionale argentina nella sua trasmissione su Canale Sur “dalla mano del dieci” e in un’intervista concordata con il conduttore Victor Hugo Morales, Diego ha detto la sua. Come sempre, mai banale.

 

MESSI – La pulce è stata paragonata a Patoruzù, un noto fumetto argentino: il protagonista in questione è un supereroe buono, valido e generoso, spesso tradito dalle situazioni o dagli alleati. Insomma, qualcosa si molto simile a ciò che accade in nazionale. “L’ho visto solo, abbandonato a se stesso. Gli sono molto vicino. È stato costretto a giocare lontano dalla porta, da centravanti doveva legare il gioco, concludere e dialogare con i compagni. Mi sembra si stia parlando di Patoruzù, piuttosto che di Messi”.

 

SAMPAOLI – Diego analizza anche la prestazione della squadra nel suo insieme. “Non c’è nulla che si possa salvare. Guardate Rojo fa quello che non dovrebbe. Si lascia scappare Mbappè e poi lo cerca e lui come Caniggia, scappa andando dritto per dritto. Mbappè mi ricorda molto Claudio ma p stato agevolato dalla pessima fase difensiva. Tatticamente è successo quello che ci aspettavamo. Una morte annunciata: la squadra non ha il passo per gestire le due fasi ed è mancata in quella di copertura. Hanno fatto del nostro centrocampo ciò che volevano”.

 

RICAMBIO – Diego poi punta il dito sul ricambio generazionale: “È giunto il momento di cambiare. Questi ragazzi hanno dato tutto quello che potevano, la Federazione deve prendere atto della fine di un ciclo e trovare soluzioni adeguate alle future leve che vestiranno la maglia della nazionale. Serve ritrovare il fuoco sacro e l’orgoglio di indossare la casacca albiceleste, la AFA (federazione Argentina) deve lavorare molto nelle scuole e far si che il campionato argentino cresca di livello. Non siamo paragonabili alle leghe europee”.

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