A lezione di storia dell’arte calcistica: la Cappella…Argentina

A lezione di storia dell’arte calcistica: la Cappella…Argentina

Il Club Sportivo Pereira presenta la volta (albi)celeste. Maradona e Messi protagonisti della “Creazione di Adamo” rivista in chiave calcistica.

di Redazione Il Posticipo

Che cosa succede quando calcio e arte si fondono? Beh, che i capolavori che hanno scritto la storia dell’arte si “popolino” di calciatori capaci di lasciare un calco indelebile nell’immaginario collettivo degli appassionati. In tre parole: la Cappella…Argentina. Oppure, la volta (albi)celeste. La Creazione di Adamo. In versione argentina. Da Città del Vaticano a Buenos Aires: Maradona, ovviamente, è Dio. Messi in versione Adamo, ne prende l’anima attraverso il “tocco”. E intorno, osservano le stelle del calcio argentino.

PEREIRA – L’affresco è sul tetto del Club Sportivo Pereira. Autore del capolavoro, Santiago Barbeito. Il concetto dell’opera è chiaro: ispirare i giovani talenti della squadra e invitarli, nei momenti di difficoltà della partita, quando la sfida o il momento è particolarmente complicato a trovare ispirazione o conforto da parte degli dei del calcio argentino che campeggiano e insieme proteggono chi scendono in campo. A metà fra arte, religione e ispirazione ascetica, l’opera sta già percorrendo a velocità siderale l’autostrada del web.

ISPIRAZIONE –  Il presidente del Club Sebastian Garcia ha spiegato il perché di questa scelta. “Siamo stati tutti bambini. E tutti abbiamo giocato al calcio. E chi sa quante volte, quando una giocata non ci riusciva, oppure la partita prendeva un verso sfavorevole, abbiamo alzato gli occhi al cielo sperando in un aiuto. Beh, con quest’ affresco, i nostri giovani calciatori hanno solo l’imbarazzo della scelta”.

“SOFFIO” – Una scelta neanche troppo casuale. Anche in ottica mondiale. L’artista non ha lasciato niente al caso. La creazione di Adamo nella sua accezione originale interpreta il “contatto” fra Dio e l’uomo come “soffio” vitale. In questo senso, l’uomo, in altre parole Messi, prende “vita” e “coscienza” grazie al tocco della “mano di Dio” (Diego). La stessa forza che condusse l’Argentina al titolo di Campione del Mondo. La “scintilla” che servirebbe alla Pulce per raggiungere nell’Olimpo del calcio Diego e annullare la distanza, ancora incolmabile che lo separa dal “D10s”.

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