Maradona appoggia Guerrero: “La droga è una malattia, non va condannato ma aiutato a guarire”

Maradona appoggia Guerrero: “La droga è una malattia, non va condannato ma aiutato a guarire”

El Pibe de Oro ha pubblicato sul suo Instagram una foto dell’attaccante del Perù e si è schierato al suo fianco senza troppi giri di parole.

di Redazione Il Posticipo

Farà certamente piacere a Paolo Guerrero aver ricevuto il sostegno della FIFPro e, tramite petizione, dei capitani di Francia, Danimarca e Australia per la sua partecipazione al mondiale. Ma, spiace per i tre, molto più probabile che El Barbaro sia un po’ più su di giri per l’ultimo endorsement ricevuto. Del resto, se per la tua causa si spende Diego Armando Maradona, di certo farà molto più clamore che qualsiasi altro possibile appoggio. El Pibe de Oro ha pubblicato sul suo profilo Instagram una foto dell’attaccante del Perù e si è schierato al suo fianco senza troppi giri di parole.

IL MESSAGGIO – Oggi voglio stare accanto a Paolo Guerrero, in questo momento così brutto che anche io ho attraversato. Ho avuto una malattia e, al contrario di Guerrero, nessuno ha avuto pietà di me. Anzi, anche oggi qualche fenomeno continua a ricordarlo. Nessuno mi ha proposto vie d’uscita, e questo deve finire. La nuova FIFA condanna i giocatori che rendono felice la gente, per aver commesso un errore, quando invece dovrebbe aiutarli a guarire. Perché questa è una malattia. Non si tratta di mettere una crema. Questa è una malattia crudele! Sono 14 anni che ho abbandonato la droga. E se gli serve aiuto, Guerrero può affidarsi ai suoi cari, in modo da poter superare questo momento. I medici della FIFA invece sono lì per riscuotere il loro stipendio, per dire ‘positivo’ o ‘negativo’. Non guardano una partita di calcio in tv. La prevenzione è meglio della punizione. Lo dico perché l’ho vissuto sulla mia pelle. Non sono sorpreso, quando io giocavo c’erano Blatter e Grondona, due ladri. Ma oggi abbiamo un presidente che saprà interpretare le mie parole. Auguro il meglio a Paolo, spero di vederlo giocare in Russia, e mando un saluto a tutto il Perù.

INFANTINO CAPISCE MA… – Solite bordate da parte del Diez, che dalla storia di Guerrero, positivo a un metabolita della cocaina, deve essere stato particolarmente toccato. E il suo appello va direttamente a Infantino, che al contrario di Blatter e Grondona (all’epoca presidente della Federazione Argentina) incassa la fiducia di Maradona. Il cui discorso, per quanto pieno di riferimenti personali, sottolinea anche la necessità secondo l’argentino di passare sopra all’errore di Guerrero, dovuto a quella che Diego chiama “una malattia” e permettergli di giocare quello che sarà l’unico mondiale della sua carriera. Infantino, dal canto suo, ha incontrato il peruviano, esprimendo comprensione per la sua situazione, ma sottolineando che essendo la squalifica stata stabilita dal TAS. autorità indipendente che ha la massima giurisdizione mondiale sui casi di doping, c’è poco che la FIFA può fare. Come finirà questa telenovela? Chissà. Del resto, prima di metà giugno, di tempo per nuove puntate ce n’è.

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