Ordine, strette di mano e detersivi: ogni grande allenatore ha una mania

Ordine, strette di mano e detersivi: ogni grande allenatore ha una mania

Sembra quasi che per diventare un manager di caratura internazionale, non si possa sfuggire a qualche mania, che nel “cerimoniale” giornaliero dell’allenatore è parte integrante e fondamentale della routine, calcistica e di vita.

di Francesco Cavallini

Ognuno ha le sue manie, grandi o piccole. Comportamenti ripetuti, apparentemente senza senso, ma che per un singolo individuo possono significare molto. Dare un equilibrio alla giornata, un senso di relax o addirittura creare nervosismo quando non vengono portate a termine. E anche gli allenatori, persino i grandissimi, sono degli esseri umani e non sono immuni a situazioni del genere. Anzi, sembra quasi che per diventare un manager di caratura internazionale, non si possa sfuggire a qualche mania, capace di lasciare interdetti i propri interlocutori ma che nel “cerimoniale” giornaliero dell’allenatore è parte integrante e fondamentale della routine, calcistica e di vita.

Guardiola e l’ordine, in campo e fuori

Basti pensare a Pep Guardiola, maniaco dell’ordine. Sia in campo, dove l’allenatore spagnolo è un martello continuo nello spiegare ai propri calciatori la posizione da tenere in campo minuto dopo minuto, che, evidentemente, anche per questioni che non riguardano il calcio. In Inghilterra se ne sono accorti durante la conferenza stampa prima del derby di Manchester, quando i moltissimi giornalisti presenti hanno affollato il tavolo dove sedeva Pep per poggiare i propri registratori e telefoni cellulari. Evidentemente disturbato dal disordine, Guardiola si è messo a sistemarli meticolosamente prima di cominciare a parlare. Il risultato sono state parecchie risate da parte della stampa, ma anche la dimostrazione che l’ordine, calcistico e mentale, è il punto principale della vita del tecnico del Manchester City.

Pochettino, limoni e detersivo

A vedere il suo Tottenham, che amalgama perfettamente classe e forza fisica, si comprende facilmente che Mauricio Pochettino abbia un talento da alchimista. Che però questo esuli anche dal campo, forse è meno immaginabile. Il tecnico degli Spurs è infatti celebre per una mania molto particolare: la ricerca della fragranza perfetta per le divise. Avete capito bene. L’argentino sceglie personalmente il detersivo con cui a White Hart Lane si lavano le maglie dei giocatori e a seconda dei risultati sperimenta sempre nuove soluzioni. E se questo vi sembra strano, forse sarà meglio non entrare mai nell’ufficio dell’allenatore. La presenza dei limoni sulla scrivania potrebbe comprensibilmente allarmare. Ma niente paura, nessuna carenza di vitamina C. Semplicemente, assorbono le energie negative. O almeno così sostiene Pochettino.

Mourinho, mania o trucco psicologico?

Chi vive sul labile confine tra manie reali e scelte ponderate è, chiaramente, Josè Mourinho. Il portoghese ha infatti sviluppato un comportamento che a prima vista può sembrare compulsivo, ma che probabilmente nasconde un tentativo di destabilizzare l’avversario. Il tecnico del Manchester United è infatti odiato da molti colleghi per la sua tendenza ad andare a stringere la mano al collega della panchina accanto prima della fine della partita. Un qualcosa che sembra innocente, ma che agli occhi degli altri manager evidentemente non lo è, se è vero che dai suoi saluti anticipati sono spesso nati alterchi vicino alle panchine. Lo Special One si difende sostenendo che è un qualcosa che gli viene naturale e che non ci vede nulla di male. Ma conoscendolo il dubbio se fidarsi o no è decisamente lecito.

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