Questa è veramente un’entrata da macellaio! – Guardiola contro gli arbitri inglesi

Questa è veramente un’entrata da macellaio! – Guardiola contro gli arbitri inglesi

Guardiola suggerisce di rivedere le regole della prova televisiva perchè sospetta che le attenzioni un po’ troppo pressanti dei difensori suoi giocatori facciano parte di un piano “scientifico“ da parte degli allenatori avversari.

di Francesco Cavallini

Questa è veramente un’entrata da macellaio. Così sentenziava, ormai vent’anni fa, il buon Giacomino Bulgarelli nella telecronaca di FIFA98, quando il nostro giocatore (o quello avversario) veniva pizzicato dell’arbitro durante un intervento un po’ troppo duro. Beh, chissà se all’epoca Pep Guardiola era un appassionato di videogiochi, ma il tecnico spagnolo ha certamente mutuato l’espressione dall’ex capitano del Bologna per definire la serie di interventi che nel corso delle ultime partite hanno seriamente rischiato di decimare la rosa del suo Manchester City.  Al punto che il catalano sospetta che le attenzioni un po’ troppo pressanti dei difensori suoi giocatori facciano parte di un piano “scientifico“ da parte degli allenatori.

Se l’arbitro sanziona, non si può più intervenire

E proprio per questo, visto che gli arbitri hanno spesso sanzionato gli interventi, ma mai con un cartellino rosso, Guardiola chiede alla Football Association la rivisitazione di una regola abbastanza importante, quella della prova televisiva. Esattamente come in Italia, non è possibile da parte del giudice sportivo intervenire su situazioni di gioco che sono state sanzionate dall’arbitro in campo, anche se alla fine la sua decisione risulta errata. In effetti alcuni degli interventi subiti dei calciatori del City meritavano ben più che una semplice ammonizione, ma siccome il referto arbitrale in questo caso funge da cassazione non è stato possibile rivedere i casi e valutarli a seconda della gravità dei vari tackle.

Rivedere le regole della prova TV

E dato che nell’ultimo mese la capolista ha perso ben tre calciatori da infortunio traumatico in partita (Gundogan, Sane e Foden) e che per ben due volte Kevin De Bruyne è stato costretto a non terminare il match a causa di interventi di gioco, la proposta di Guardiola è molto semplice, ma allo stesso tempo rivoluzionaria. Non limitare più solo agli interventi violenti a palla lontana (gomitate, etc) la possibilità del giudice sportivo di “sovrascrivere” il verdetto arbitrale per ciò che riguarda i cartellini. In pratica, se un intervento venisse valutato (a posteriori) da espulsione, la giustizia sportiva acquisirebbe il potere di cambiare il colore della sanzione e di conseguenza di squalificare chi si è reso protagonista di falli oltre il limite del regolamento.

Dopo il VAR anche il giudizio a posteriori?

Si tratterebbe di un’altra rivoluzione, la seconda in poco tempo dopo l’ingresso del VAR nel tradizionalista calcio inglese. Una proposta destinata chiaramente a creare polemiche, perché se il giudice sportivo fosse in grado di decidere anche su ciò che l’arbitro ha valutato, dovrebbe rivedersi le partite per intero. E se la regola vale per i falli, perché non applicarla anche per eventuali errori di giudizio? E a quel punto che si fa? Si rigioca? Insomma, Pep forse ha lanciato una provocazione per sottolineare la scientificità degli interventi sui suoi calciatori, ma rischia di scoperchiare un bel vaso di Pandora. Forse vincere la Premier lo stava annoiando un po’…

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