L’ultima follia di Asprilla: ora è…Tino bagarino

L’ultima follia di Asprilla: ora è…Tino bagarino

L’ex attaccante della Colombia è tornato agli onori delle cronache per…un curioso caso di bagarinaggio. Sul suo profilo Twitter, Asprilla ha messo in vendita quattro biglietti per la partita tra i Cafeteros e il Giappone a 500 euro l’uno!

di Redazione Il Posticipo

Tino Asprilla è…Tino Asprilla. E per raccontare la sua leggenda, dentro e fuori dal campo, ci vorrebbe un libro, magari anche diviso in più volumi. Imprendibile con la palla al piede e imprevedibile nella vita privata, il colombiano resta nell’immaginario collettivo del calcio degli anni Novanta. Proprio in quel decennio il calciatore ex Parma gioca due mondiali, quello del 1994 e quello del 1998, da cui viene cacciato dal CT Gomez per una notte brava e qualche critica di troppo. Eppure Tino, a distanza di vent’anni, è riuscito a entrare anche…nella storia di Russia 2018. Ma niente accelerazioni devastanti, niente traiettorie impossibili.

TINO…BAGARINO – L’ex attaccante dei Cafeteros è infatti tornato agli onori delle cronache per…un curioso caso di bagarinaggio. Asprilla è in Russia, su invito della FIFA, per assistere alle partite del Mondiale. E nel viaggio verso l’Europa, si è anche esibito in uno scherzoso ballo sull’aereo, sostenendo di voler raccogliere qualche soldo per comprarsi i biglietti delle partite. Ovviamente una battuta, dato che Tino non avrebbe certo avuto problemi ad entrare. Ma soprattutto perchè Asprilla di biglietti…ne aveva eccome. Al punto da pubblicare un annuncio (ora rimosso, ma riportato da Olè e da altri media sudamericani) per rivenderne quattro, validi per il match della Colombia contro il Giappone, per il miglior settore dello stadio di Saransk. Alla neanche troppo modica cifra di cinquecento dollari l’uno.

Il tweet incriminato, poi cancellatto
Il tweet incriminato, poi cancellato

CONTRO LE REGOLE – Tutto molto…irregolare, dato che la rivendita del biglietto va a bypassare le norme messe in atto dalla FIFA per arginare il fenomeno del bagarinaggio, con tanto di introduzione del celebre “passaporto del tifoso”, rilasciato solamente a chi ha acquistato un tagliando attraverso le rivendite ufficiali. Ecco spiegato il perchè della rimozione del post, che comunque tra screenshot e condivisioni ha fatto il giro del mondo. Resta comunque la curiosità. Asprilla sarà riuscito a vendere i biglietti incriminati? E se li hanno comprati dei tifosi della Colombia, quanto saranno arrabbiati per aver pagato cinquecento dollari per assistere una sconfitta inaspettata e un’espulsione a sfavore al terzo minuto?

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