L’orologio di Ferdinand e un’aggressione alla mamma: la strana vita di Ravel Morrison

L’orologio di Ferdinand e un’aggressione alla mamma: la strana vita di Ravel Morrison

Il laziale, attualmente fuori rosa, nel corso della sua carriera ne ha davvero combinate di tutti i colori. Ed è passato dall’essere una delle migliori promesse del calcio d’oltremanica a uno dei simboli di un talento enorme sprecato.

di Redazione Il Posticipo

Ravel Morrison, classe 1993, tesserato per la Lazio. Questo quello che raccontano di lui le statistiche. Ma dietro i numeri, che parlano di solamente otto partite ufficiali giocate con la maglia dei biancocelesti, c’è molto di più.  L’inglese, attualmente fuori rosa, nel corso della sua carriera ne ha davvero combinate di tutti i colori, come racconta il Mirror. Ed è passato dall’essere una delle migliori promesse del calcio d’oltremanica a uno dei simboli di un talento enorme sprecato.  E per chi non ci crede, valga la citazione di Sir Alex Ferguson su un allora giovanissimo Morrison: “Ha un talento naturale che non ho mai visto in nessun ragazzo con cui ho lavorato”.

TESTA CALDA – E detto da chi nella sua carriera ha cresciuto campioni come Paul Scholes e Ryan Giggs, qualcosa significherà anche. Ma il talento è nulla se non è accompagnato dalla testa. E quella di Morrison, come racconta il tabloid, comincia a girare molto presto. Ancora adolescente viene fermato assieme a due amici e la polizia trova nella loro macchina droghe e armi. A 17 anni non fa neanche in tempo a firmare il suo primo contratto da professionista con il Manchester United (mentre nelle giovanili gioca con Pogba e Lingard) che viene denunciato per minacce. Più o meno nello stesso periodo, fa un’altra visitina al tribunale, stavolta per aggressione. La vittima? Sua madre, che non la prende molto bene e lo denuncia. Poi tocca alla ex fidanzata, a cui Morrison decide di tirare il cellulare fuori dal finestrino della macchina.

CARRIERA – La sua carriera, intanto, comincia ad andare a rotoli come sottolinea il Mirror. Ferguson si stanca di doverlo controllare costantemente e lo cede al West Ham, non prima che Rio Ferdinand sia costretto a smentire ufficialmente una voce secondo cui Morrison gli avrebbe rubato un orologio d’oro negli spogliatoi. Scelta sensata quella di Sir Alex, dato che pochi giorni dopo il suo arrivo a Londra Morrison si becca una multa per insulti omofobi via Twitter a un tifoso. E via così, con qualche confortante momento (il prestito al Birmingham) e qualche altra fragorosa caduta (la lite con Zaha in nazionale Under-21 perché il compagno non gli passava il pallone). Alla fine, dopo che anche gli Hammers lo hanno scaricato, su di lui ha scommesso qualche anno fa la Lazio, che però lo ha spedito in giro per il mondo in prestito e da cui si separerà alla fine della stagione. Tare all’epoca del suo acquisto lo ha definito “un grande giocatore”. Vero, verissimo e confermato da molti addetti ai lavori. Ma se a 25 anni Ravel Morrison è già passato da potenziale fenomeno a talento sprecato, apparentemente senza alcuna possibilità di redenzione, forse qualche motivo c’è…

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