Lingard, una linea di vestiti che sfida CR7 e che…è costata il posto a Mourinho!

Lingard, una linea di vestiti che sfida CR7 e che…è costata il posto a Mourinho!

L’attaccante dello United ha deciso di diventare un fashion designer e ha creato la JLingz. Una scelta che ha portato all’attaccante parecchie critiche, vista la coincidenza del lancio…con l’esonero dello Special One.

di Redazione Il Posticipo

Calcio e moda, un binomio quasi inscindibile. Quanti giocatori sono appassionati di vestiti e fanno a gara per accaparrarsi capi sempre più esclusivi? Senza dover scomodare leggende come Dani Alves, che ha spesso deliziato (?) il pubblico delle grandi cerimonie con abiti al confine tra il kitsch e l’alta moda, sono tantissimi i suoi colleghi che ci tengono molto al proprio modo di vestire. E c’è anche chi si è creato una propria linea di abbigliamento, per far sì che tanti altri possano vestire come lui. È il caso di icone come Cristiano Ronaldo o David Beckham, ma anche…di Jesse Lingard.

CR7 O IBRA? – Sarà l’aria di Manchester che ispira, chissà, visto che l’attaccante dello United, come i due suoi illustri predecessori, ha deciso di diventare un fashion designer e ha creato la JLingz. Vestiti, ma non solo, come riporta il Sun. Accessori, dopobarba e persino custodie per telefoni cellulari. Insomma, una vera e propria sfida alle istituzioni del connubio tra calcio e moda. E magari un tentativo di fare meglio di Ibrahimovic (toh, un altro che è passato dalle parti di Manchester), che tra i pochi fallimenti della sua lunga e vincente carriere annovera proprio una linea di abbigliamento (la A-Z) che ha dovuto chiudere per debiti neanche due anni dopo la sua nascita.

CRITICHE – Una bella idea dunque? Sì, se non fosse che Lingard ha deciso di inaugurare la sua nuova avventura nella settimana che portava al match con il Liverpool, poi perso per 3-1 dallo United. Già, proprio la partita che alla fine è costata la panchina a Mourinho. Una scelta che ha portato all’attaccante parecchie critiche, soprattutto da un grande ex come Roy Keane. “Non conosco personalmente Jesse, ma gli avrei comunque detto un paio di cose: ‘non farlo, non questa settimana’. E il fatto che nessuno nello spogliatoio non gli abbia detto nulla fa capire quanto la situazione sia grave. I calciatori non possono pensare a queste cose senza senso”. Sarà, ma in molti lo fanno. E Lingard, che ormai è in ballo, non si fermerà certo.

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