Liga negli USA, calciatori furiosi: “Non siamo merce di scambio”

Liga negli USA, calciatori furiosi: “Non siamo merce di scambio”

La novità annunciata dalla Liga, che prevede una partita a stagione da disputarsi negli Stati Uniti, è ovviamente piaciuta molto agli sponsor e alle televisioni, ma è andata decisamente di traverso all’associazione dei calciatori spagnoli, che ha rilasciato un duro comunicato contro la scelta.

di Redazione Il Posticipo

Viva la modernità, ma fino ad un certo punto. La novità annunciata dalla Liga, che prevede una partita a stagione da disputarsi negli Stati Uniti, è ovviamente piaciuta molto agli sponsor e alle televisioni, che avranno un evento unico da veicolare per la propria pubblicità. Ma è andata decisamente di traverso a qualcuno che, in fin dei conti, è pur sempre parte in causa della questione. L’AFE, l’associazione dei calciatori spagnoli, ha rilasciato un duro comunicato contro la scelta unilaterale di “spedire” i club negli USA una volta l’anno. Una decisione che è stata presa senza consultare nè i giocatori nè, da quel che riporta Marca, alcuni dei club.

COMUNICATORiguardo l’accordo raggiunto tra LaLiga e Relevent, che include una partita della stagione ufficiale negli Stati Uniti, l’AFE protesta energicamente. Come fa di solito, LaLiga fa a meno dell’opionione dei calciatori e dei club e li inserisce in accordi che beneficiano solo a se stessa, senza interesse per la salute e per i rischi che corrono i calciatori e men che meno per la volontà delle tifoserie dei club che saranno “costretti” a giocare in territorio nordamericano una volta a stagione. Di fronte ad una così manifesta arbitrarietà, David Aganzo, presidente dell’Associazione dei Calciatori Spagnoli, rende pubblico il suo pensiero e segnala che “il calciatore non è merce di scambio che si può utilizzare in affari che fruttano benefici solo a terze parti. Uniti siamo più forti.

PERPLESSITÁ – Una durissima presa di posizione da parte dell’AFE, che va ad unirsi, secondo Marca, alle perplessità di alcuni club e soprattutto della FIFA, che da quel che riporta il quotidiano spagnolo sarebbe “indignata” per una decisione annunciata da parte della Liga senza alcuna consultazione delle altre parti in causa. Certamente i vertici del campionato spagnolo dovranno ora ascoltare anche le altre campane e convincerle della bontà dell’accordo. Gli ottimi risultati di pubblico dell’International Champions Cup sono un punto a favore della Liga, che però sarà costretta ad aggiustare il tiro e coinvolgere calciatori e club in questa rivoluzione, che ha entusiasmato ma che ha lasciato anche più di qualcuno un po’ perplesso. Per non dire irritato.

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