“Lei…non sa chi sono io!”. Gary Neville lasciato fuori dall’Old Trafford: la sicurezza non lo ha riconosciuto

“Lei…non sa chi sono io!”. Gary Neville lasciato fuori dall’Old Trafford: la sicurezza non lo ha riconosciuto

Gary Neville si stava per perdere il pareggio del suo United contro il Chelsea: gli addetti alla sicurezza non volevano farlo entrare perché non lo hanno riconosciuto. Neanche le 600 presenze aiutano.

di Redazione Il Posticipo

Un giocatore che conta circa 600 presenze con la maglia di un club, a rigor di logica, è uno di quei personaggi iconici della squadra, una bandiera: come Del Piero per la Juventus o Totti per la Roma. Nel Manchester United, di queste figure ce ne sono molte ma, in genere ci si riferisce a loro con un termine composto da tre parole: “Classe del ’92”. Questa espressione include in un solo nome Ryan Giggs, Paul Scholes, David Beckham, Nicky Butt, Phil e Gary Neville. Impossibile che uno di questi ex giocatori non venga riconosciuto in giro per Manchester, placcato e sommerso di richieste di autografi. Anzi no. Ad uno dei più attivi mediaticamente, Gary Neville, è successo qualcosa di surreale: l’addetto alla sicurezza non lo ha lasciato entrare all’Old Trafford per United-Chelsea.

LEI NON SA CHI SONO IO – Incredibile. Un po’ come se non avessero lasciato entrare David Beckham, Paul Scholes o Ryan Giggs. In ogni caso, l’ex terzino destro del Manchester United era provvisto di un pass con delle credenziali sbagliate e l’addetto ai controlli si è rifiutato di farlo entrare. Chissà, magari Neville avrà provato a pronunciare la tipica frase supponente che si sente in molti film: “Lei non sa chi sono io” e probabilmente la risposta che si è sentito recapitare è stata: “No!”. Quello che non si sa è se l’addetto alla sicurezza abbia provato a tenerlo fuori consapevolmente, anche considerando quanto è diventato impopolare sui social con tutte le critiche che sta recapitando al club.

NON SAPEVANO CHI FOSSI – Il problema, però, è che Neville non era lì soltanto per assistere ad una partita di calcio; non era lì neppure per tifare il suo Manchester United contro il Chelsea: era lì per lavoro. Infatti, Neville era designato per il commento tecnico in telecronaca e ha potuto farlo soltanto perché è riuscito a farsi portare un altro pass con le credenziali giuste e perché altri membri della sicurezza lo hanno riconosciuto poco più tardi, riuscendo comunque ad arrivare abbondantemente in tempo per il fischio d’inizio. “Ho provato ad entrare due volte. Non sapevano chi fossi” sono le dichiarazioni dell’ex numero 2 riportate dal quotidiano britannico The Sun. In ogni caso non si può biasimare l’addetto ai controlli, anzi: il suo compito è verificare le credenziali d’accesso di tutti, comuni mortali e… leggende del club.

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